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I cori razzisti ci proiettano nel quarto mondo del calcio. E' ora di dire basta! Da Varese Oduamadi strizza l'occhio al progetto Green Generation rossonero

di Giulia Polloli

Cosa rimane della partita contro la Roma? Di certo quel fastidioso ululato che ha fatto da sfondo ad una gara che piano piano è diventata nervosa ed ingestibile da parte di alcuni dei protagonisti.  A volte si dice che sia meglio lasciar cadere nel vuoto alcuni gesti, alcune parole, per non dare importanza alle menti becere di qualche idiota che così crede di trovare il suo momento di gloria. Ma non si può evitare di sentire l'eco che quegli urli, quei versi forse, lasciano nelle gesta di alcuni calciatori, bersagli incolpevoli della stupidità umana. Ci si aspetta sempre che siano i calciatori a dare il buon esempio, facendo magari spallucce, ma da Busto Arsizio in poi, ciò che la gente chiede è fermezza nelle decisioni. L'arbitro ha interrotto la partita per qualche minuto: non è bastato.  Devo essere sincera, l'idea di dover tornare a casa senza poter vedere quello che per me, come per molti è e rimane uno spettacolo, a prescindere dal risultato finale, mi imbestialisce, Ma questa forse è la giusta soluzione per poter mettere un freno a questo malcostume, che rende l'Italia agli occhi degli altri paesi, un paese incivile e soprattutto arretrato. Perché quelli che si esibiscono in codesti versi animali, sono gli stessi che poi magari si alzano in ovazione al gol di un giocatore che ha lo stesso colore della pelle del Balotelli di turno. 

Di Milan-Roma poi rimane la difficoltà del centrocampo rossonero privo di un vero regista. Ambrosini ha ancora una volta onorato la fascia e la posizione, ma è mancato l'intuito di Montolivo nella costruzione del gioco, Flamini si è fatto trovare pronto anche in fase offensiva e Muntari invece ha abbandonato la squadra nel momento del bisogno lasciandosi andare ad un gesto stizzito che non poteva non sfociare nell'espulsione. Il Milan ha mostrato i denti alla formazione di capitan Totti cercando il gol con Balotelli ed El Shaarawy, ma senza successo. Boateng patisce molto la mancanza di continuità nel ruolo e abbandonerà il campo addirittura tra i fischi, fastidiosi ovvio, per quel che mi riguarda sostituibili da altre forme di espressione, ma di certo giustificati agli occhi dei tifosi, che si aspettano molto di più dal giocatore che alla sua prima stagione in rossonero aveva incantato.  La partita contro la Roma lascia anche una prestazione maiuscola di Mexes, forse in stato di grazia proprio contro i suoi ex colori, un Constant non impeccabile e un De Sciglio volenteroso, che qualche volta in progressione verticale arriva al cross senza troppa lucidità. E poi Abbiati, che ancora una volta timbra il cartellino e con i suoi guantoni rossi che si stagliano nel verde del campo, rende ancora più prodigiosi i suoi interventi.

La partita contro la Roma lascia anche in eredità la nuova maglia, creata per la prossima stagione, che cela una piccola polemica legata alla  presenza del logo della Champions ancor prima di aver ottenuto l'accesso alla competizione. Un piccolo appunto però alla scelta del colore della numerazione: visibile solo finchè il tessuto non si impregna di sudore, perché l'oro si trasforma in uno sfondo di livello cromatico troppo simile al tono di rosso scelto. Per il resto... l'oro è il colore degli eroi, de trionfi, della medaglia dei vincitori, dunque ben venga questa scelta cromatica.

Della partita contro la Roma rimane il dubbio legato alla qualificazione Champions e alla permanenza di Allegri in casa rossonera anche nella prossima stagione. La mancata vittoria fa slittare le sentenze per l'Europa che conta all'ultima giornata. Milan e Fiorentina giocheranno contro avversari che tendenzialmente potrebbero essere messi sullo stesso piano. Siena e Pescara salutano la serie A diventando protagoniste della corsa al terzo posto. Un palcoscenico incredibile per molti dei giocatori che solcheranno i due campi. Il Siena ha costretto il Napoli a giocare con intensità fino alla fine, il Siena ha schierato Grillo che ha ripagato la fiducia del tecnico con un gol all'esordio in A e che di certo, se ne avrà l'occasione, lui come altri, giocheranno a ritmi intensi contro il Milan.

Ora dunque il Milan e Allegri dovranno lasciarsi alle spalle le occasioni mancate e concentrarsi nel match finale. Il destino europeo degli uomini in rossonero è nelle loro stesse mani, nei loro piedi, nelle intuizioni che sono state le protagoniste di questa rimonta. Manca solo un passo per raggiungere la vetta e poi dedicarsi ai piani futuri.

Intanto da Varese arriva una dichiarazione di Oduamadi che, impegnato con la formazione di Agostinelli nel posticipo contro il Crotone e autore del gol del provvisorio vantaggio bosino, dichiara con enfasi che se non riuscirà ad andare in serie A con il Varese, tornerà a Milanello agli ordini di Allegri. Nel progetto del Milan dei giovani un giocatore con le sue caratteristiche potrebbe far comodo: veloce, potente, tecnicamente ben dotato. In attesa del verdetto finale, altra carne al fuoco per il progetto Green Generation al vaglio di Galliani.


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