Primavera, passaggio di consegne e qualche rimpianto sui risultati
Evidentemente non deve essere destino. Si dice spesso che le vittorie nel settore giovanile non sono l’obiettivo primario di una società ma quando arrivi a certi incroci non puoi non pensarci e non puoi nascondere la voglia di arrivare fino in fondo a un campionato. I due anni di Mister Aldo Dolcetti come guida della Primavera del Milan non sono stati semplici. Arrivato dopo il biennio Stroppa, dove si era visto un gran calcio dal punto di vista del campo e giocatori che oggi gravitano tra Serie A e Serie B, Dolcetti ha avuto il non facile compito di assemblare nuovamente un gruppo quasi da zero. Arrivato tra lo scetticismo di molti, il Mister ha saputo creare, per due volte, due squadre che alla fine sono arrivate a giocarsi le semifinali del campionato Primavera e una finale del Viareggio oltre a una semifinale di Coppa Italia. La crescita di alcuni giocatori è arrivata anche grazie al suo lavoro meticoloso dal punto di vista dell’analisi. Più che un allenatore, Dolcetti è stato un maestro di calcio per molti di quei ragazzi che oggi, come detto, fanno i professionisti veri e per quelli che dovranno lasciare Milanello per raggiunti limiti di età. Ora, anche lui, passerà dietro le quinte lasciando il campo e la ribalta a Mister Inzaghi come nuovo allenatore della Primavera. Un cammino giusto, preventivato lo scorso marzo nella riunione degli stati generali convocata in via Turati con i vertici e gli allenatori del Settore Giovanile. Il testimone è stato passato, il ringraziamento è dovuto. Ma adesso è tempo di dare inizio all’era Inzaghi.