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LA LETTERA DEL TIFOSO: "Stiamo perdendo credibililità" di Stefano

di Redazione MilanNews

Spett.le Redazione, il danno maggiore che si sta perpetrando ai danni dell'AC MILAN (lascio a voi individuare i responsabili) è quello di aver perso auorevolezza in Italia ed in Europa ma soprattutto di aver perso l'appeal nei confronti dei giocatori (purtroppo non solo i giocatori di prima fascia ma anche le giovani promesse) che ormai considerano il Milan una sorta di ripiego e preferiscono, a parità di proposta, accasarsi presso altre società. Non serve essere degli studiosi in scienze economiche per capire che la politica del ridimensionamento, perpetrata dall'attuale dirigenza con l'illusione di sanare i conti, porta ad una progressiva perdita di considerazione in tutti gli ambiti (tifoseria, marchandasing, sponsorizzazioni ecc...) con conseguente ricaduta economica nel medio e lungo periodo. Quando Galliani afferma che il Milan ha ancora un marchio vincente sa, da navigato dirigente calcistico, che il Milan oggi sta capitalizzando a livello di immagine i successi degli ultimi anni ma che proseguendo sulla strada dei piazzamenti in campionato e delle eliminazioni agli ottavi di Champions il Milan tra qualche anno non attirerà più sponsorizzazioni ed avrà ricadute pesanti sul marketing e quindi sugli introiti. L'equazione purtroppo è meno successi = meno tifosi = meno sponsor = minori possibilità di spesa. Chi afferma il contrario mente sapendo di mentire. La politica che il Milan sta perpetrando non è quindi la politica del risanamento ma la politica del ridimensionamento resta solo da capire se questa politica sia finalizzata a rendere il Milan appetibile a qualche compratore (a cifre più abbordabili degli attuali 800 milioni) o se sia semplicemente incapacità o sottovalutazione del problema (cosa che mi risulta difficile da comprendere considerato il lungo corso degli attuali dirigenti del Milan). L'unica cosa che auspico è che almeno ai tifosi venga detta la verità (dopo le innumerevoli bugie degli ultimi 12 mesi).

Cordiali saluti
Stefano
Treviso


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