LA LETTERA DEL TIFOSO: "Sanare il bilancio è la priorità" di Paolo
Spettabili voi tutti compagni di questa disavventura, Egregi Dirigenti di questa nostra società allo sbando, ma soprattutto voi, Gentili Amministratori di Fininvest, col passare dei giorni sta diventando sempre più difficile tacere e non, invece, farmi prendere della ragione e mandare a quel paese una fede che da oltre 40 anni mi accompagna talvolta silenziosa, talaltra dirompente e travolgente fino ad oscurare delusioni e difficoltà della vita quotidiana. Leggo l’articolo di Stefano Maraviglia in cui i vertici di Finivest, per voce dell’amministratore delegato Pasquale Cannatelli (chi è costui?), conferma l’incedibilità di quote di minoranza del Milan perché, parole sue, “Non avrebbe senso e non ne abbiamo bisogno: con la vendita di Kakà abbiamo sistemato le esigenze". Ma di cosa stiamo parlando? Forse del fatto che una squadra di calcio ha come unica “esigenza” il pareggio di bilancio? Toh, il Milan è gestito da tal Galliani Adriano che in un anno è stato capace di creare una voragine di 60 milioni di debito grazie ad una gestione scriteriata dei contratti e del mercato e noi che facciamo? Di licenziare Galliani, come avrebbe fatto qualunque “responsabile” Amministratore delegato di Fininvest per non dire il suo “responsabile” Proprietario, non se ne parla, piuttosto vendiamo l’unico campione che può far cassa. Poco importa se si snatura una squadra, un popolo, quello rossonero che da sempre si è distinto per il particolare attaccamento a quei due colori riempiendo San Siro anche in serie B. La verità è che ai signori Fininvest non importa nulla del Milan, anzi si ha spesso la sensazione leggendo i vari interventi di Confalonieri, Piersilvio e compagnia bella, che per loro sia quasi un peso, una continua rimessa, una cloaca che ogni anno ingurgita una percentuale infinitesimale (se rapportata agli utili stratosferici della proprietà) ma consistente dei ricavi Fininvest. Sappiate, cari Signori, che se a voi non importa nulla della nostra squadra, a noi interessa ancor meno essere parte del vostro Gruppo. Ripianare debiti svendendo campioni senza analizzare la causa delle perdite, non è da Fininvest. Purtroppo. Perché perseguendo quella strada ci si avvierebbe inesorabilmente (finalmente) alla cessione della società Milan. Mi spiego, il Milan ha debiti? Vendiamo Kakà. Di conseguenza, Il Gruppo Fininvest non ha ricavi in linea con le attese? Vendiamo il Milan che l’unica società del Gruppo a perdere (e far perdere) milioni. Ma cosa state aspettando? Perché intestardirsi a mantenere la proprietà di una squadra se questa crea solo debiti e non si ha la volontà di investire su di essa perché crei invece degli utili. Perché non far sì che a gestirla sia gente competente e con un minimo di sale in zucca piuttosto che un incapace che negli ultimi anni ha azzeccato solo 2 acquisti (Kakà e Pato) grazie unicamente alla competenza e ai servigi di Leonardo. Il tifoso milanista è speciale e dispiace che i Signori della Fininvest non lo abbiano capito, ma sarebbe come chiedere ad un materassaio (con tutto il rispetto) nozioni di alta ingegneria. Il tifoso milanista chiede solo che la gente che non ama il Milan se ne vada e altrettanto faccia chi ha ruoli di responsabilità e non le capacità per rivestirli. Anni fa, quando la Proprietà non aveva problemi di bilancio, sono stati fatti acquisti ottimi, vedi Van Basten, Gullit, Donadoni, Rijkaard, ecc. ecc. ma quelli chiunque sarebbe stato in grado di farli con il portafogli pieno di bigliettoni. Ora che il quadro non è più lo stesso e le esigenze di bilancio sono preponderanti perché non cambiare rotta? Perché non affidare il Milan a chi è in grado di allestire con pochi spiccioli squadre più che dignitose? Leggo spesso lettere dei tifosi che si pongono la stessa domanda, altri che inviano suggerimenti sugli acquisti quasi sempre oculati e condivisibili. Ma ciò che sta combinando Galliani è devastante. Ci stanno prendendo per i fondelli in tutta Europa e il Milan sta abbondantemente rimpiazzando l’Inter nel ruolo di “Barzelletta d’Italia”. Ma che sta succedendo? Perché mortificare noi tifosi con questi personaggi? Perché mantenere la proprietà di una società che è considerata un peso è tanto importante? Non vogliamo Cristiano Ronaldo o Messi, ma esigiamo chiarezza e competenza. Non vogliamo un signore che ad ogni intervento ci ricordi quanto abbiamo vinto e che siamo (ancora per poco così finalmente questo ritornello finirà) la squadra più titolata al mondo, un signore la cui antipatia è seconda solo alla coerenza con cui indossa una cravatta dello stesso colore dei suoi denti. Vogliamo uno che, se i bilanci non lo consentono, non compri per cifre impressionanti il bidone di turno (Ronaldo, Oliveira, Redondo, Rivaldo, Emerson, ecc.), uno che non rinnovi per anni contratti milionari a gente mutilata o inetta e invece punti i piedi per Ambrosini. Vogliamo giocatori da Milan ma soprattutto dirigenti da Milan. Non gente che si comporta come col Marsiglia (mi sono vergognato per anni di essere milanista) o come con Meani (mi vergogno tuttora). Vogliamo gente come Maldini o Franco Baresi a rivestire ruoli di responsabilità al Milan, gente che ha dimostrato con i fatti di amare il Milan. Ma è evidente che tutto questo non fa parte delle “esigenze” dei signori Fininvest. Che tristezza.Paolo (Bologna)