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Sampdoria – Milan, questa volta il jolly non basta, ma i giocatori in panchina cosa servono?

di Jacopo Galvani

Sabato 27 novembre 2010 allo stadio Marassi di Genova scendono in campo Milan contro Sampdoria.
I rossoneri di Mr. Allegri si sono schierati con un 4 – 3 – 1 – 2, in porta Christian Abbiati, in difesa da destra verso sinistra, un volenteroso Ignazio Abate, coppia centrale formata da Alessandro Nesta e Thiago Silva. Sulla fascia sinistra Daniele Bonera. A centrocampo Gennaro Gattuso, capitan Massimo Ambrosini e Kevin Prince Boateng. Sulla trequarti, a giostrare dietro le punte Ibrahimovic e Robinho, Clarence Seedorf.
I padroni di casa della Sampdoria rispondono con un energico 4 – 4 – 2, dove spicca la coppia d’attacco formata da Marilungo e Pazzini. Il “Pazzo” pressoché inesistente per quasi tutta la partita riesce però a risolvere grazie ad una zampata tipica dei grandi centravanti.
Il Milan è partito aggredendo sin dai primi minuti un’ordinata Sampdoria, ma una squadra quasi totalmente muscolare porta a creare poche occasioni da gol. Da sottolineare un buono scambio ad inizio gara fra Seedorf Ibrahimovic e Robinho che permette a quest’ultimo di provare una conclusione a rete. Ormai lo schema dei rossoneri in questo momento è quasi esclusivamente lancio dei difensori su Ibrahimovic sperando in una sua invenzione. In questo modo si salta sistematicamente il centrocampo lasciandolo di fatto dedicato alla sola interdizione. Robinho spazia sul tutto il fronte d’attacco non dando punti di riferimento alla squadra Doriana e dopo un ottimo scambio con il suo compagno di reparto Ibrahimovic, trova il gol del momentaneo vantaggio che permette ai rossoneri di concludere il primo tempo in maniera serena.
Nel secondo tempo il Milan riparte in maniera aggressiva, ma da un calcio piazzato al 59°minuto, Pazzini trova la “zampata” vincente, portando di fatto al definitivo pareggio la Sampdoria di Di Carlo.
Da notare come il Mr. Blucerchiato abbia tentato di vincere lo scontro inserendo un altro attaccante (Pozzi) che a pochi minuti dal suo ingresso ha sfiorato il gol su un ottimo colpo di testa. Invece il Mr. Rossonero ha aspettato il 90° per effettuare le sue prime sostituzioni, quasi a voler difendere un pareggio in quel di Genova.
Si può essere d’accordo con il fatto che le decisioni spettino solo all’allenatore, ma per i grandi campioni ci vuole più rispetto, quindi Ronaldinho non può essere utilizzato solamente per giocare gli ultimi secondi di recupero. Sembra quasi che si voglia portare il giocatore ad un’esternazione negativa nei confronti del tecnico in modo d’avere la scusante per metterlo fuori rosa. Se si è tanto forti per umiliare un campione allora che si abbia il coraggio per dichiarare che il giocatore non rientra più nei piani tecnici.
Insomma presidente intervieni in difesa di Ronaldinho come fece in passato con Boban e Van Basten.
 


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