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Real Madrid – Milan, Lezioni di calcio al Bernabeu

di Jacopo Galvani

Martedì 19 ottobre 2010 allo stadio Bernabeu di Madrid scendono in campo Real Madrid e Milan, le due squadre più titolate d’Europa infatti scendevano in campo ben 16 Champions League.
È inutile parlare di tattica quando si vedono in campo 11 giocatori intimoriti al cospetto delle “camisete Blanche”. I rossoneri di Massimiliano Allegri sembrano essere rimasti negli spogliatoi, infatti scendono in campo con timore di giocare la palla, tutti gli undici giocatori dietro la linea della palla e nessun giocatore pronto a far movimento per dettare il passaggio del portatore di palla. Gli unici giocatori che hanno provato a fare qualche movimento d’attacco sono stati Pato ed Ibrahimovic. La non presenza di Thiago Silva al centro della difesa ha fatto si che il Milan indietreggiasse di 20 metri. La qualificazione non è compromessa ma questa partita era un buon banco di prova per poter capire dove i rossoneri possano puntare veramente. È vero che ci sono tantissime partite a disposizione, ma le premesse non sono delle più rosee. Purtroppo la mancanza di alternativa a Nesta e Thiago Silva ha fatto la differenza e Bonera come lo si ripete da anni ormai, non è un giocatore di prima fascia. Durante la partita contro il Real Madrid i suoi limiti sono venuti allo scoperto, e come al solito si è guadagnato l’ennesimo cartellino giallo. Da sottolineare anche l’inadattezza di Antonini a questo tipo di palcoscenico. Il buon Luca può essere un’alternativa ma non un titolare inamovibile. La dirigenza rossonera anziché pensare all’ennesima mezzapunta (Kakà) che pensi a prendere un forte terzino (Bale il vero sogno!) ed un difensore centrale di spessore internazionale. Bonera, Yepes, Onyewu e Papastathopoulos non sono giocatori che possano dare garanzie e cambio ai titolari Nesta e Thiago Silva.
Si potrebbe parlare degli errori tattici di Allegri, ma sarebbe ingiusto, anche se il camminare di Seedorf può far pensare ad errori tattici e di scelta di uomini. La riprova sta nel fatto che fra i migliori in campo sono stati i giocatori subentrati infatti da sottolineare le prove di Robinho e Boateng (volenteroso). Probabilmente con loro in campo dal primo minuto non sarebbe cambiato nulla, visto la differenza di forze in campo, comunque i rossoneri sono una squadra concepita per fare gioco non per subirlo. Infatti negli ultimi 15 minuti, è vero che il Real aveva smesso di giocare, si sono viste buone trame offensive nel momento in cui hanno attaccato e hanno provato a diventare padroni del gioco. Ci si può appellare alla sfortuna perché i due gol del Real Madrid sono stati abbastanza fortunosi, ma il gioco espresso dai padroni di casa è stato superiore per 70/80 minuti.
Milan news lo ripete da settimane, l’equilibrio di questa squadra è il non equilibrio, quindi tutti in campo! Che sia un Milan a 4 stelle! Pato, Ibra, Ronaldinho e Robinho tutti insieme per divertire e vincere!
 


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