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Milan – Cesena, Monumentale Ibra, ma Robinho quanti errori sotto porta!

di Jacopo Galvani

Nella fredda serata di domenica 23 gennaio 2011, allo stadio San Siro di Milano si affrontano Milan contro Cesana.
I rossoneri di Mr. Allegri si schierano in campo con l’ormai consueto 4 – 3 – 1 – 2. In porta il rientrante Christian Abbiati, in difesa da destra verso sinistra Ignazio Abate, coppia centrale formata da Alessandro Nesta e Mario Yepes (ottimo) ed infine Luca Antonini. A centrocampo Capitan Massimo Ambrosini, Thiago Silva in un’inconsueta posizione dove ha dimostrato fra l’altro di essere una validissima alternativa ed il giovane centrocampista Merkel. In attacco il trio formato da Ibrahimovic, Cassano e Robinho dove gli ultimi due si alternavano nel ruolo di rifinitore. Per quanto riguarda il fantasista brasiliano da sottolineare la sua ottima prova in fase di rifinitura e sul piano atletico, ma la vera nota negativa è per quanto riguarda la fase realizzativa, speriamo che sia solamente un’annata negativa per quanto riguarda la finalizzazione. Unica nota positiva a riguardo è il fatto che Robinho si trovi tante volte a tu per tu con il portiere avversario, quindi in attesa di momenti migliori può diventare devastante.
Il Cesena ha risposto schierandosi con un 4 – 3 – 3 dove spicca la buona prova di Malonga ed Antonioli. I bianconeri dimostrano di essere una squadra che dovrà sudarsi la salvezza e che ancor oggi, è incomprensibile come abbiano potuto battere il Milan nel girone di andata.
Sugli spalti di San Siro fra il pubblico c’era perplessità per quanto riguarda l’acquisto di Emanuelson, che da tutti è considerato un ottimo terzino sinistro, ma invece viene considerato da Mr. Allegri una mezzala. Visto l’ennesima prova sconcertante di Antonini non sarebbe il caso di iniziare sin da subito considerare il neo acquisto un terzino? Emanuelson può essere tranquillamente paragonabile ad un altro grande ex, cioè Serginho. Anche il brasiliano inizialmente veniva impiegato da centrocampista od addirittura da attaccante esterno, ma negli ultimi anni di carriera era stato arretrato sulla linea difensiva, dimostrando di essere uno dei più forti nel suo ruolo.
 


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