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Lecce – Milan, Ibra è un fenomeno, ma in panchina ci vuole il coraggio di vincere!!

di Jacopo Galvani

Domenica ore 20.45 allo stadio Via del Mare di Lecce, va in scena la prima partita del girone di ritorno del Milan targato Allegri.
I rossoneri primi in classifica sfidano i terzultimi del campionato italiano, partita sulla carta dal risultato scontato. Il Milan scende in campo con un 4 – 3 – 1 – 2, dove in porta Marco Amelia, in difesa da destra verso sinistra, un buon Ignazio Abate che si è dimostrato propositivo soprattutto in fase di spinta, il rientrante ed ancora fuori condizione Alessandro Nesta, Thiago Silva ed un inutile e soprattutto fuori ruolo Daniele Bonera. A centrocampo Gennaro Gattuso, davanti alla difesa capitan Massimo Ambrosini ed il rientrante Flamini. In attacco la strana coppia Zlatan Ibrahimovic ed Alexandre Pato a loro supporto Clarence Seedorf.
I padroni di casa del Lecce rispondono con un 4 – 4 – 1 – 1 dove spiccano i talenti salentini Olivera e Jeda.
Dopo un primo tempo noioso dove il Milan è apparso insufficiente nella dinamicità e nella velocità di costruzione della manovra, nonostante tutto, al 4° minuto del secondo tempo, Zlatan Ibrahimovic trova un gol da cineteca, incrociando di sinistro da 27 metri. Il grande campione ha segnato e sta permettendo di vincere una partita che altrimenti dovresti pareggiare. Al 27° del secondo tempo la svolta negativa dell’incontro, Allegri sostituisce Pato con Antonio Cassano. Vero che il giovane talento milanista non stava fornendo una prestazione memorabile, ma c’erano due giocatori che risultavano inutili od addirittura dannosi che erano Daniele Bonera e soprattutto Clarence Seedorf. Allegri avrebbe dovuto far entrare Cassano al posto di Seedorf od addirittura al posto di Bonera indietreggiando nel ruolo di terzino sinistro Flamini (ruolo ricoperto con successo durante la sua permanenza all’Arsenal). Ormai il numero dieci milanista non ha più la freschezza atletica per giocare 180 minuti a settimana, quindi sarebbe il caso di pensare a soluzioni offensive che non comprendono la sua presenza. Vedendo giocare Seedorf a ritmi lentissimi un autogestione di Cassano di 80 – 90 minuti non sarebbe stata azzardata. Una grande squadra ed un grande tecnico non possono pensare di difendere un 1 a 0 per quasi un tempo contro la terzultima in classifica. La grande squadra deve chiudere la partita.
Il Milan, come tutte le grandi squadre, è stato concepito per offendere sempre e congelare il gioco a proprio piacimento, invece con un centrocampo completamente muscolare e con il non coraggio di osare con giocatori offensivi i rossoneri vanno in affanno rischiando di perdere o riaprire partite virtualmente già chiuse.
Il Milan deve continuare a pensare da grande anche sul mercato, è da giugno che si cercano giocatori come Lazzari, Matri, Cossu od Astori, se sono così forti e costituiscono la spina dorsale di una squadra come mai il Cagliari non è campione d’Italia? Fortunatamente il mercato lo fa la società.
 


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