"Voglio vedere un allenatore venire in conferenza a dire 'ho avuto un episodio a favore, chiedo scusa'". Chivu però non chiede scusa e rincara la dose dopo l'episodio Kalulu-Bastoni
Dopo le dichiarazioni di ieri in conferenza, quasi filosofeggianti, sugli arbitri, questa sera l'allenatore dell'Inter Chivu ha cambiato totalmente registro. In conferenza prima di Inter-Juve aveva dichiarato:
"Che ci si lamenti degli arbitri è una storia di tanti anni. Si dicono sempre le stesse cose, con Var e senza Var. Quando vedrò un allenatore parlare con episodio a favore, verrò a parlare anch'io. Voglio vedere un allenatore venire in conferenza a dire 'ho avuto un episodio a favore, chiedo scusa'. Non credo che sia colpa degli arbitri se l'Italia non va ai Mondiali da due edizioni. E' possibile migliorare in tante cose ma la questione non sono gli arbitri. Anche se anche loro possono migliorare, questo è indubbio. Se si abbia paura di fischiare contro una squadra che si lamenta piuttosto che contro una che sta zitta? Io non temo niente, io non vedo fantasmi, io penso a cercare di migliorare i miei giocatori".
Mentre questa sera, dopo la brutta simulazione di Bastoni che ha portato all'espulsione di Kalulu, ha cambiato totalmente modo di comunicare:
“Per me è un tocco leggero, ma un tocco. Bisogna ammetterlo. Io quando ho subito torti per dei tocchi leggeri, parlo della Champions League, ho insegnato ai miei giocatori di non mettere l’arbitro in condizione di decidere. Un tocco è tocco, anche se è leggero e bisogna ammetterlo, perché è leggero. Il mio giocatore sente la mano perché l’ha anticipato e niente. È la decisione dell’arbitro. Soprattutto un giocatore d’esperienza come lui le mani, in alcune circostanze, bisogna tenerle a casa”.
Se al posto di Kalulu ci fosse stato Chivu, da giocatore sarebbe stato contento di essere stato espulso così?
“Io con un giallo addosso non mettevo le mani addosso all’avversario, soprattutto in una situazione in cui viene anticipato e si andava in contropiede”.