La vittoria più amara e la sconfitta più beneaugurante
Fonte: www.acmilan.com
Dopo 20 anni il Milan torna a Cesena. Bilancio decisamente equilibrato nei nove precedenti(a cui va aggiunto uno 0-0 nel campionato di serie B 1981) con 4 vittorie a testa ed un solo pareggio, nella stagione 1987-88. Dire 'Cesena',ai tifosi rossoneri, però, evoca soprattutto due momenti piuttosto contrastanti della storia milanista degli ultimi trent'anni. La prima, amara, è datata 16 maggio 1982: sono i tempi bui della storia rossonera, quelli seguiti alla prima retrocessione in serie B di due anni prima, per le note vicende del calcioscommesse. Tornati a furor di popolo nel massimo campionato e con una società traballante, i ragazzi di Galbiati(subentrato a Radice) disputano un campionato mediocre e rischiano di tornare subito nella serie cadetta. All'ultima giornata sono in corsa con il Genoa, che gioca a Napoli, per la salvezza e impegnati a Cesena con una squadra già salva che però onora l'impegno portandosi sul 2-0 con le reti di Garlini e Piraccini. Ma l'orgoglio rossonero non demorde, nemmeno in quegli anni disastrati, e grazie alle reti dello 'squalo'Joe Jordan e di Francesco Romano, il pareggio viene raggiunto, quindi, nel finale, Roberto Antonelli(padre del parmense Luca, prodotto del vivaio di Milanello) alla sua ultima apparizione al Milan, segna il 3-2, e i tifosi al fischio finale invadono il campo convinti di aver raggiunto la salvezza.Ma al San Paolo il secondo tempo era iniziato in ritardo e, con un clamoroso svarione della difesa partenopea a tutt'oggi molto discusso, Faccenda segnò il gol del pareggio che condannava il Milan al mesto ritorno in B. Risaliti immediatamente nella massima divisione e dopo un paio di anni opache, con l'avvento di Silvio Berlusconi alla presidenza e di Arrigo Sacchi in panchina, i rossoneri vincono lo scudetto 1988 e nella stagione successiva tentano la scalata alla Coppa dei Campioni. L'impegno europeo, soprattutto nel drammatico confronto negli ottavi contro i serbi della Stella Rossa Belgrado, si fa sentire in campionato, dove infatti Baresi & co. dopo una partenza brillante iniziano a perdere punti e terreno sull'Inter di Trapattoni che dominerà quell'annata a man bassa. Il nuovo anno si apre proprio a Cesena,l'8 gennaio, contro una compagine guidata da una vecchia gloria milanista come il capitano dello scudetto della 'stella', Albertino Bigon, che schiera prossime conoscenze del tifo milanista, Sebastiano Rossi e Massimo Agostini. Il Milan viene battuto da un gol dello svedese Hans Holmqvist, acquistato dai romagnoli quell'anno, che a parte questo acuto non lascerà significative tracce nel nostro campionato; a quel punto iniziano a circolare voci di un imminente esonero di Sacchi, che così interromperebbe dopo solo una stagione il suo rapporto con la società di Berlusconi, e in effetti nei giorni successivi sembra proprio che la decisione del presidente sia questa. Ma, alla fine, con una delle sue più riuscite intuizioni, il patron rossonero deciderà di rinnovare la fiducia al tecnico di Fusignano, che saprà sdebitarsi alla grande, con un girone di ritorno eccellente e, soprattutto, con la straordinaria vittoria in Coppa dei Campioni, culminata con il clamoroso 5-0 rifilato al Real Madrid nella semifinale di ritorno e con il 4-0 con cui lo Steaua Bucarest verrà sconfitto a Barcellona nell'atto conclusivo. Nei mesi successivi arriveranno anche la Supercoppa Italiana(3-1 alla Sampdoria), la Supercoppa Europea(nella doppia sfida contro il Barcellona)e, proprio nel giorno del 90mo anniversario della fondazione del club rossonero, l'apoteosi a Tokyo con la vittoria nella Coppa Intercontinentale sui colombiani del Nacional Medellin. Nel mezzo, una serie impressionante di vittorie anche in campionato, che però non basteranno a portare un altro tricolore sulle maglie rossonere. Poco male, per un anno cominciato con un k.o. a Cesena, 4 coppe rimangono una soddisfazione indimenticabile per chi ama il Milan.