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Juventus, Spalletti a Sky: "Abbiamo fatto poco per vincerla. Risultato corretto"

di Lorenzo De Angelis

Nel post partita di Milan-Juventus Luciano Spalletti è intervenuto ai microfoni di Sky Sport per commentare la prestazione della sua squadra a San Siro e non solo. 

Sulla partita
“Abbiamo fatto poco per vincerla. Avevamo il timore di entrare in possesso della partita fino in fondo e rischiare qualcosa. Il rischio c’è sempre, e in questo caso lo conoscevamo anche. Però loro sono molto bravi di farti credere di essere in controllo e di farti dimenticare dei luoghi. Vieni attratto, ti riconquistano la palla e ti ribaltano in due secondi. Questo pensiero qui ci ha frenato. Nel secondo tempo siamo stati più liberi, abbiamo cercato qualche colpo, qualche giocata individuale, però non ci siamo riusciti, perché poi loro si erano abbassati molto e tutto sommato va bene così. Perché poi se succede quello che temevamo e perdi una partita così parli di una squadra poco matura. Il risultato è corretto e quello che ci portiamo a casa”.

La miglior partita di David
“Secondo me ne ha giocate diverse di partite di livello, perché è pulito come calciatore. Riesce a gestire anche nello stretto la sua sensibilità. Poi se c’è l’impatto fisico, saltare l’uomo e mantenere il metro fino in fondo, da creare la giocata, il colpo di testa, fa più fatica. È un ragazzo d’oro, dà moltissimo da un punto di vista di fatica, pressione. Fai bene a dargli dei meriti in una partita come oggi”.

Un commento su Conceiçao
“È un ragazzo già maturo se parla così. Ha la conoscenza di quelle che sono le sue grandi qualità e i suoi piccoli difetti. Per cui non rimane altro che andare ad allenarlo, a fargli prendere qualcosa di più di quello che fa vedere perché quando abbassa la testa e va nell’uno contro uno ti fa sempre secco, però poi perde di vista i contorni, gli spazi che gli si creano perché costringe sempre il raddoppio. Tu vai ad avere più attenzione per quella situazione che lui sa fare. Non riesce a tenere di conto di queste altre cose che lui, con questi strappi e sterzate veloci ti crea. Ma il fatto che ne parli così lui significa che siamo già a dama”.

La sensazione che ci fosse un po’ di casino nel mondo arbitrale l’avevi chiara?
“A me diventa difficile parlare di una cosa…tante volte nella mia professione credevo di saper tutto, quella che è la mia qualità, di stare bene con i calciatori ed avere un rapporto con i calciatori, entrare in empatia, in collaborazione. Sono andato in Nazionale e non mi è riuscito. Qualche episodio contrastante c’è stato, ma se vogliamo bene al calcio bisogna aspettare e fare meno commenti unitili possibili, come il mio. Quindi preferisco non darlo”.


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