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Juve, Spalletti: "A San Siro ci siamo adattati alle regole del Milan e questo non mi piace. Il giorno dopo avevo un buco nello stomaco"

di Manuel Del Vecchio

Dopo PSG-Bayern 5-4 in tanti, in Italia, hanno voluto paragonare la semifinale d’andata di Champions del Parc des Princes allo 0-0 maturato a San Siro tra Milan e Juventus la scorsa settimana. Durante la conferenza stampa prima di Juventus-Verona Luciano Spalletti ne ha parlato così:

"La Champions in generale non premia la sicurezza. Premia chi crea lo scompiglio non chi lo evita. Noi si tende ad avere controllo nelle situazioni del nostro calcio. n Champions League hanno questa attenzione nelle giocate che spaccano gli equilibri, oltre i reparti, gli avversari. Ci sono calciatori forti dentro la Champions, che creano questa instabilità. La velocità del gioco, le giocate di quelle che danno vantaggio di quei calciatori lì, creano difficoltà. In questa velocità di gioco si crea una instabilità dove tu puoi prendere vantaggi ma reggere a quell’urto lì, a quelle corse lì, diventa più difficile. Il calcio moderno per me va verso questa decisione di prendersi qualche rischio, non paga soltanto mantenere un ordine e un ritmo basso. Poi nel ritmo basso tutto diventa prevedibile, leggibile. Bisogna un po’ adeguarsi a questo livello qui. Mantenere il proprio stile di gioco quando il battito cardiaco sembra toglierti il fiato è un’ulteriore qualità. Rimanere lucidi in quelle partite diventa difficilissimo ma se mantiene equilibrio ci sta tu vada a prendere vantaggio da ciò che genera la partita. La direzione è comunque quella.

Io non sono rimasto contento dalla partita di Milano, giocare queste partite ti rimpicciolisce un po’. Ti tiene in ordine, porti il risultato a casa ma non prendere posizione non mi piace. Non voglio vederlo dalla mia squadra, ti fa stare a metà con ciò che vogliamo diventare. Se non mantieni un livello di frequenza tutto diventa prevedibile, ci siamo adattati alle regole del Milan e questo non mi piace. Avevo un buco nello stomaco perché sono fatto così e lo vivo così, l’ho fatto subito presente alla squadra il giorno dopo. In Champions League c’è un livello differente".


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