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Van Ginkel ricorda la sua stagione al Milan: "Fu una trattativa lampo. Muntari in allenamento rischiò di spezzarmi la caviglia"

di Enrico Ferrazzi

Marco Van Ginkel, ex giocatore rossonero che a 33 anni ha deciso di di dire addio al calcio giocato, ha commentato così alla Gazzetta dello Sport la sua avventura al Milan durata una stagione (2014-2015): "Fu una trattativa lampo, chiusa l’ultimo giorno di mercato. Il mio agente mi chiamò all’improvviso dicendomi: ‘Dobbiamo subito prendere un jet per Milano’. Ricordo il colloquio con Pippo Inzaghi nel suo ufficio il primo giorno a Milanello. Doveva farmi vedere alcune slide su come muovermi in campo, ma parlava in italiano. Non capivo niente. A un certo punto gli dissi: ‘Mister, non parlo la sua lingua’. Lui fece finta di capire e provò con l’inglese, anche se non si capiva granché. Non aveva una grande gestione del gruppo. Magari giocavi bene un paio di partite e poi ti metteva in panchina. Ma era alle sue prime armi da allenatore, l’ho sempre ammirato come persona. 

Problemi fisici anche al Milan? Muntari in allenamento rischiò di spezzarmi la caviglia: per fortuna fu solo una distorsione, ma per due mesi non vidi il campo. Mi chiese scusa in tutti i modi, le accettai. Alla fine, il mio sono riuscito a farlo: 18 presenze, 1 gol, alla Roma di Totti, e 3 assist”.


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