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Serginho sui fischi a Leao: "San Siro è uno stadio esigente. Magari saranno uno stimolo in più per dimostrare quello che vale in questo finale di stagione"

di Enrico Ferrazzi

In merito alle difficoltà dell'attacco del Milan e ai fischi a Rafael Leao contro l'Udinese, Serginho, ex giocatore rossonero, ha dichiarato alla Gazzetta dello Sport: "Il 3-5-2 che ha portato il Milan così in alto in classifica è un sistema che dà solidità alla squadra e valorizza molte individualità, ma non gli attaccanti. Leao e Pulisic sono due esterni offensivi e non hanno le caratteristiche per giocare spalle alla porta: hanno bisogno di spazi per giocare l’uno contro uno, per crossare o per arrivare alla conclusione. Soprattutto Leao se non ha la possibilità di ripartire a sinistra, è penalizzato. Si è sacrificato a fare il centravanti e in alcuni incontri ha fatto bene e segnato, ma non è il suo ruolo naturale. 

I fischi a Leao? San Siro è uno stadio esigente che in passato lo ha applaudito tante volte quando ha segnato e offerto prestazioni importanti. Diciamo che nell’ultima stagione e mezzo non sempre Leao è riuscito a esprimere le sue grandi potenzialità. Addio a fine stagione? Nel calcio tutto cambia velocemente e non darei giudizi definitivi. Magari i fischi di sabato per Leao saranno uno stimolo in più per dimostrare quello che vale in questo finale di stagione. A volte basta un gol per riaccendere l’amore. Per esempio se segnasse la rete decisiva per battere la Juventus...". 


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