Savicevic duro: "È stato un errore non vendere Leao. Milan quinto? È stata più colpa dei giocatori che di Allegri"
Intervistato dai colleghi de La Gazzetta dello Sport, il "Genio" Dejan Savicevic ha parlato di Milan direttamente da Miami, nelle vesti del presidente della Federcalcio montenegrina, mostrandosi però come un milanista ferito da tutto quello che sta accadendo al suo club del cuore. Di seguito alcuni estratti della sua intervista.
Il Milan fuori dalla Champions è triste...
"Non me l'aspettavo. A un certo punto della stagione, consideravo scontato entrare in Champions, poi mi sono ritrovato 5° all'improvviso".
A un grande trequartista bisogna dire che, in questi mesi, il Milan non è stata la squadra più divertente del mondo. Le piacevano le partite?
"Mah, la colpa per me è stata più dei giocatori che dell'allenatore. Mi spiace per Allegri che sia finita così: è bravo, non meritava tutto questo".
Da dirigente abituato a ragionare di calcio, qual è stato l'errore principale?
"Non vendere Leao".
Non che siano arrivate decine di offerte: il Chelsea qualche anno fa, poi un interessamento del Bayern e del Barcellona. Nessuna proposta indecente.
"Sì, ma io non capisco quel ragazzo. Dicono che sia interessato più alla musica che al calcio e io non so se sia vero. Di sicuro, lo lascerei andare. Mi sembra che sarebbe meglio per tutti".
Prima bisogna capire se il Milan avrà un nuovo ds.Si è parlato di Krösche, per cui però potrebbe essere necessario pagare un indennizzo all'Eintracht.
"Pagare per Krösche? Andiamo... non è mica Ancelotti".