Reijnders racconta: "Ho rischiato di perdere il Milan per colpa di un safari e di due bufali"
Tijjani Reijnders, ex centrocampista rossonero attualmente al Manchester City, intervistato da "The Players Tribune", ha raccontato di quando ha ricevuto la chiamata del Milan: "Papà mi spronava e mi disse che per ogni tiro in porta mi avrebbe dato 50 euro. Feci sei goal in stagione e due furono ai playoff per andare in Conference. L’anno successivo riuscimmo a qualificarci alla competizione e portai mia moglie a Zanzibar, mi chiamò papà dicendomi che il Milan mi voleva. Fissarono una call per le 19.00 di sabato 24 giugno. Ero a un safari, non finiva più e rischiai di perderla, bloccato per colpa di due bufali. Arriva la chiamata di Pioli e Moncada su FaceTime col 10% di batteria rimasto. Per fortuna arrivò mia moglie con la powerbank. Poco dopo rischiammo di essere inseguiti da un altro bufalo".
Sull'esperienza al Milan, l'olandese ha poi raccontato: "Sono onorato di aver giocato a San Siro con quella squadra, ho i brividi solo a pensarci: i tifosi, l’ambiente, le cene, i fumogeni allo stadio e il modo in cui sei trattato, è tutto incredibile - riporta calciomercato.com -. Ricordo che durante una partita in cui stavamo vincendo largamente mi guardai intorno e partì il coro 'è un’emozione, che sale piano piano…'. Non te la togli dalla testa. Alle visite mediche pensavo che sarebbe stato troppo per me, non me lo sarei meritato. Invece a settembre arrivò anche la chiamata della nazionale olandese. La prima stagione andò bene e lottavamo per lo scudetto, la seconda meno. Io al Milan avrei voluto vincere più di una Supercoppa, i tifosi lo meritavano; però quando chiamò il City anche mia moglie mi disse che non avrei potuto perdere quel treno".