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Desailly ricorda la finale del '94: "Il fatto che Cruyff disse che non eravamo nulla di speciale ci motivò"

di Lorenzo De Angelis

Nel corso di una nuova puntata de "The Italian Football Podcast", l'ex centrocampista e leggenda del Milan Marcel Desailly è intervenuto su diversi temi legati al mondo rossonero, ricordando la finale di Champions League del 1994 e parlando anche di Rafael Leao, l'uomo più discusso del momento. Di seguito alcuni estratti delle sue dichiarazioni. 

Sulle provocazioni di Cruyff prima della schiacciante vittoria contro il Barcellona nella finale di Champions League.
"Le sue parole sono state di grande aiuto. L'allenatore non ha tenuto il discorso in albergo, ma nello spogliatoio, con il vice allenatore che aveva in mano una copia del giornale con la citazione che diceva che eravamo una schifezza. Di cosa stai parlando? Avevamo Donadoni, Albertini, Savicevic e io, tutti giocatori di livello internazionale. Quindi, dire che il Milan non era niente di speciale, visto che stavamo per vincere la Serie A, ci ha davvero motivati. Capello e i suoi assistenti sono stati molto, molto intelligenti nel darci l'adrenalina necessaria per fare la differenza. Il Barcellona era un po' illuso nella sua motivazione, perché aveva già vinto la Liga un paio di settimane prima. Quindi, automaticamente la loro adrenalina era calata, perciò non sono riusciti a riportare la motivazione nel sistema contro un Milan che era come un lupo. E poi, con uno straordinario Marcel Desailly non ci sono riusciti [ride, ndr]". 


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