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Braida rivela: "I colpi più importanti al Milan? Sheva e Van Basten. Vi spiego perchè"

di Enrico Ferrazzi

Ai microfoni de Il Giorno, Ariedo Braida, ex dirigente rossonero, ha raccontato alcuni colpi di mercato chiusi quando era al Milan: "Il colpo più importante? Non uno solo ma due. Sono più affezionato a Shevchenko, vero, ma Van Basten fu una vera scoperta. L'ucraino non era un calciatore sconosciuto, aveva già fatto molto bene alla Dinamo Kiev, ma noi in quel momento storico non potevamo sbagliare. Prendere il centravanti giusto era una grossa responsabilità. Ogni volta che andavo a seguirlo faceva delle cose impressionanti. Poi lo vide anche Galliani, ma Sheva sbagliò la partita… per fortuna Adriano si fidò di me. Io ad Andriy avevo detto: 'Vieni al Milan e vincerai il Pallone d’Oro'. E infatti… 

Van Basten? Un'altra operazione che sento ‘mia’. Lo avevo visto ad Amsterdam e mi aveva colpito perché faceva solo giocate decisive. Ha presente quando vede una bella donna e scatta qualcosa dentro? Ecco, successe questa cosa, un colpo di fulmine. La trattativa di cui vado più fiero? Quella riguardante Ancelotti, perché all’inizio sembrava tutta in salita. Un rimpianto? Certo. Con Galliani ero andato a Genova per l’acquisto di Luca Vialli. Sembrava tutto fatto poi ci dissero che preferiva restare alla Sampdoria perché a Milano non c’era il mare".


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