Abbiati ricorda: "La mia parata più bella? Quella su Thiago Motta nel derby del 2 Aprile 2011"
La collega Giada Bruno, in occasione dell'evento organizzato al Milan Club Cirò Marina, ha sentito l'ex portiere Christian Abbiati, che con la maglia del Milan ha collezionato 380 presenze in tutte le competizioni in oltre 10 anni in maglia rossonera. Di seguito le sue dichirazioni.
Qual è la parata più bella della tua carriera?
"Difficile sceglierne una, però lo faccio perché è un derby e alla fine abbiamo vinto 3 a 0. Era il derby del 2011, quella sul colpo di testa di Thiago Motta, dove alla fine vincemmo e fece una doppietta anche Pato".
Qual è il segreto per restare 'da Milan' per così tanti anni, nonostante i cambiamenti societari?
"Difficile dirtelo. Quello che dicevo ai giovani è che quando arrivi in una grande squadra come il Milan non ti devi sentire arrivato ma è un punto di partenza, perché è difficile restare tanti anni in una grande squadra. Ci saranno momenti belli e meno belli, ed è in questi che bisogna dare il massimo per riuscire ad importi in quei determinati momenti dove le cose non vanno come dovrebbero".
Oggi che il Milan sta cercando di ritrovare la sua identità europea, quanto conta la presenza di figure carismatiche a Milanello e chi vedi, tra i giocatori attuali, come possibile erede di quella 'cultura del lavoro'?
"Non li conosco di persona, quindi ti posso raccontare un aneddoto: io quando mi sono presentato a Milanello per la prima volta avevo 21 anni, in totale imbarazzo, però ho ascoltato i consigli di due grandi campioni che erano stati Costacurta e Alberini e mi dissero cosa dovevo fare. Io li ho seguiti e tutt'ora li ringrazio perché mi avevano dato dei consigli veramente importanti per la mia vita, non solo per la carriera calcistica".
Ad esempio?
"Compra casa, mi raccomando non fare questo..."
Che effetto fa sentire ancora l'affetto del tifo rossonero dopo tutti questi anni?
"Quando tu giochi ti rendi conto dei tifosi ma non li tocchi con mano. Invece adesso che in questi anni ho cominciato a girare i Milan Club riesci a percepire molto di più l'affetto che hanno e il calore che ti danno".
C'è qualche analogia tra questo Milan e quello dello scudetto del 2021/22?
"È molto simile. Non sarà facile, io mi auguro comunque che il Milan riesca ad arrivare nelle prime 4 perché è molto importante, però ha delle cose molto simili. Bisogna tifare, sperare e stare vicino alla squadra".
È quindi il Milan una delle favorite?
"Si, anche se secondo me l'Inter è più forte. Dobbiamo stare lì e sperare in qualche passo falso dei nerazzurri".
Una parola per descrivere la sensazione che si prova nel parare un rigore decisivo sotto la Sud?
"Come un attaccante che fa gol secondo me. Non è facile parare un rigore...quindi adrenalina".