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...L'uragano Mancini si abbatte sul Milan: troppo "brutto" per essere vero

di Emiliano Cuppone

Il clima intorno al Milan sembrava essersi riscaldato negli ultimi giorni, i rumors sui top player rossoneri parevano essere scemati (dando un minimo di tregua a Galliani ed ai tifosi del diavolo), ma l’uragano Mancini ha riportato nubi minacciose su via Turati.
A Milano ufficialmente per andare dal dentista, il tecnico del Manchester City ha trovato il tempo fare una capatina nella sede rossonera, nulla più che una visita lampo, eppure è bastata per scatenare l’inferno mediatico. Tuoni e fulmini di mercato, nei circa 40 minuti di permanenza dello jesino in via Turati sarebbero volati nomi pesanti, quelli di Thiago Silva ed Ibrahimovic su tutti naturalmente, tirando in ballo Tevez, Balotelli, Kolarov, De Jong ed anche Dzeko (forse un po’ troppa carne al fuoco per essere arrostita in così poco tempo).
Il carrozzone del calciomercato si è rimesso immediatamente in moto, appena si è intravista la folta capigliatura di Roberto Mancini sono partite le illazioni, le ipotesi che si sono trasformate immediatamente in nomi e trattative concrete. Balotelli per Thiago Silva, con l’alternativa Kolarov e De Jong, Tevez o Dzeko per Ibrahimovic, senza dimenticare che “Falchetti e Mengoni vanno alla Juventus tramite una serie di giocatori in regime di svincolo, con la Longobarda che ha ottenuto 1/4 di Zico e 3/4 di Gentile da girare al Napoli per la metà di Maradona fra tre anni”.
Scuserete la divagazione cinematografica con un chiaro riferimento alle bizzarre trattative di mercato de “L’allenatore nel pallone”, ma l’impressione è che si sia ricamato parecchio sull’incontro fra Galliani e Mancini. Siamo certi che non sia stata una visita di mera cortesia, allo stesso tempo, però, ci risulta difficile immaginare che in un arco temporale così ridotto si siano potute intavolare cotante trattative, importanti nel numero e, soprattutto, nel peso specifico dei nomi tirati in ballo.
Non nascondiamo che il Manchester City sembrerebbe interessato ai due top player rossoneri, senza escludere la possibilità che Mancini possa essere affascinato da un altro profilo da diavolo che rimane un po’ in disparte come Boateng, ma, allo stesso tempo, immaginiamo che i discorsi non siano andati poi così affondo. Basti pensare alle semplici trattative di rinnovo, con procuratori e dirigenti che restano seduti intorno ad un tavolo per ore per trovare l’accordo su un prolungamento, per una trattativa certo più snella rispetto a quelle paventate relativamente al summit di ieri.
Roberto Mancini, uomo che non ha mai portato in fondo le trattative per il City, non è mai stato lui l’uomo deputato a trattare con i club per le cessioni, figuriamoci per nomi di questa portata, avrà eventualmente sondato il terreno per alcuni spostamenti possibili sull’asse Manchester-Milano. Avrà provato a capire l’intenzione di Adriano Galliani circa i suoi gioielli (peraltro più volte paventata e votata a trattenerli a tutti i costi, vista anche una situazione finanziaria ottima di un Milan che ha ripianato il buco debitorio), magari avrà provato a capire qualcosa in più circa le intenzioni rossonere sul fronte Tevez, piuttosto che su quello Kolarov o Balotelli.
Parlare di offerte e scambi di quella portata in meno di un’ora, quasi si trattasse di due bambini alle prese con lo scambio dei doppioni delle figurine, ci sembra francamente improponibile come idea, ci sembra una forzatura che crea inutile allarmismo fra i tifosi del diavolo.
Qualcosa si potrebbe muovere fra Manchester, sponda City, e la Milano rossonera, ma stabilire già oggi chi potrebbe prendere il volo ci appare piuttosto difficile. Monitoriamo la situazione, ma restiamo in attesa di ulteriori sviluppi, consci che da qui al 31 di agosto gli uragani di mercato non si fermeranno, con il vento mediatico che spirerà forte intorno ad Ibrahimovic e Thiago Silva, nonostante Galliani ed Allegri provino ogni giorno a puntellare le finestre di via Turati.


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