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FOCUS ON...Galliani, arriva la bacchettata di Berlusconi

di Antonio Vitiello

Serviva un difensore, forse due, è arrivato un trequartista. Amantino Mancini in prestito dall’Inter con diritto di riscatto ha condotto ieri il primo allenamento con la maglia rossonera. “Ho tanta voglia di giocare, ringrazio il Milan per la fiducia”. Le prime parole del brasiliano. Una fiducia che sembra unidirezionale. Al presidente del Milan Silvio Berlusconi l’arrivo dell’ex interista non è piaciuto affatto. E se gran parte degli addetti ai lavori ha lodato l’operazione in extremis di Galliani, il patron rossonero storce il naso ed esprime perplessità: "L'acquisto di Mancini? Non l'ho capito”. In maniera schietta è decisa Berlusconi boccia a priori l’ex giallorosso, e aggiunge: “E' un altro trequartista mentre a noi magari serve qualcuno che finalizzi il gioco. E' fermo da due anni, non sono d'accordo con il suo acquisto e l'ho detto a Galliani". Chissà come l’avrà presa l’ad del Milan. Sperava di ricevere complimenti al telefono, ma dall’Israele, dove il Premier ha incontrato la comunità italiana di Gerusalemme, ha dovuto invece sorbirsi una strigliata. Mancini è una scommessa, al Milan servono giocatori pronti a scendere in campo è iniziare immediatamente a combattere. Aspettare di recuperare sia fisicamente che psicologicamente il giocatore potrebbe essere un processo troppo lento. Tuttavia più volte il club di via Turati ha dimostrato di saper “rigenerare” un atleta, e proprio dall’Inter arrivano gli esempi più eclatanti con Seedorf e Pirlo. La mission è comunque di non facile portata. Al punto che anche il presidente Berlusconi si aspettava qualcos’altro dal mercato di riparazione, una punta, ma anche un difensore centrale o esterno. Mancini avrà avuto senza dubbio una buona accoglienza dalla colonia brasiliana e dalla dirigenza rossonera con a capo Galliani, ma di sicuro il vero “Bienvenido”, quello del Premier, non è arrivato.


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