ESCLUSIVA MN - Waseige: "Saelemaekers? Orgoglio belga, a papà sarebbe piaciuto da matti. Da giovane non somigliava a niente, oggi è diventato decisivo"
Fonte: Alessandro Schiavone
Il consulente e opinionista di Dazn Belgique Frederic Waseige ha rilasciato un intervista esclusiva ai microfoni di MilanNews.it. L'ex giocatore del Gent, Bellinzona, Olympic Charleroi, Alemannia Aachen e dello RFC Liège nonché figlio d'arte (papá Robert è stato l'allenatore del Belgio a Euro 2000 e ai mondiali del 2002, ndr) ci ha parlato dell'ascesa di Alexis Saelemaekers, passato da comprimario a titolare nel Milan.
Uno Scudetto e una semifinale di Champions League con Saelemaekers nel 2022 e 2023. Poi due anni difficili senza di lui se escludiamo il secondo posto del 2024 e la vittoria al Santiago Bernabeu. E ora che è tornato, il Milan sta lottando di nuovo per lo Scudetto. Solo una coincidenza che la sua presenza in rosa sia sinonimo di successo?
“È una bellissima sorpresa. Ci sono tanti calciatori che come lui da giovani non assomigliavano quasi a niente… che però poi grazie alla loro leggerezza, intelligenza, spensieratezza calcistica e di gioventù poi ce la fanno a sfondare. E io penso che il calciatore Saelemaekers rispecchi la persona che è nella vita. Nel calcio attuale mancano giocatori imprevedibili come lui. Con gli anni è diventato sempre più robusto fisicamente e atleticamente… ed è questo il grande cambiamento. In Italia oltre al talento ci vogliono altre caratteristiche. E io seguendolo penso che lui abbia capito cosa doveva fare per diventare non solo un giocatore da Serie A ma sopratutto da Milan. E per noi in Belgio è bellissimo vederlo a questi livelli. Oggi nel suo gioco c’è meno ‘spazzatura’ e per la nazionale belga è fondamentale. Lui si sta facendo valere anche con il Belgio.”
Lui è un talento puro oppure un prodotto dell’allenamento?
“All’inizio aveva qualcosa…una certa vivacità. Magari non la velocità sulla quale ci puoi lavorare tutta la vita… ma al massimo guadagnerai un millisecondo. Aveva già qualcosa ma lui è stato bravo a prendere spunti a destra e a sinistra che li servivano per fare il salto di qualità e diventare un titolare nel Milan.”
Ma rispetto a Doku e Hazard forse non era un predestinato
“Infatti…lui ha il suo stile personale. Lo 'stile Saelemaekers'. Ma da alcuni punti di vista come ad esempio evitare il contatto o dove posizionarsi è migliorato. Poi se sei intelligente quando sei circondato da giocatori forti di conseguenza migliori.”
E’ raro che un comprimario rossonero che viene mandato in prestito dopo qualche anno di titolarità torni e si impone come prima e forse più di prima. Dida ci riuscì dopo la gaffe a Leeds del 2000… ma di solito quando una cosa finisce, finisce se si escludono i talenti cresciuti in casa. Ibou Ba, Oddo, Okafor, Bennacer… la lista di chi è non si è più imposto dopo essersene andato è lunga. Perciò a lui è riuscita una cosa molto rara. E poi la ciliegina sulla torta: ha pure prolungato..
“E questa sua storia è magnifica. Qui ci hanno vinto tutti: il Milan che l’ha prestato sperando che diventasse il giocatore che è oggi grazie al minutaggio al Bologna e alla Roma. Sono sorpreso dal contratto a lungo termine (2031, ndr) ma oggi vanno di moda. Potete imaginate che un giocatore che aveva delle difficoltà all’inizio della sua avventura rossonera, va via in prestito, torna, si fa triplicare l’ingaggio e per giunta per altri cinque anni? E’ straordinario! Lui ha saputo approfittare di tutto ciò che la vita calcistica gli ha potuto offrire. E’ andato via in prestito e ora è tornato più forte di prima. E oggi tutto sta andando alla grande. Gli dico: approfittane! Il club ha sentito che doveva mettere al sicuro la permanenza di Alexis offrendogli un lungo contratto mostruoso e lo ha fatto."
Tanti giocatori avevano il talento, la tecnica, il fisico. Ma non la testa. Hazard ad esempio era un pò come Leão. Quando ne aveva voglia era devastante. Ma si diceva che scegliesse le sue partite e le sue stagioni. Uno come Saelemaekers che ha sfruttato quel poco talento che aveva compensandolobcon il lavoro duro e dotato della giusta mentalità. Le ricorda un grande belga della storia?
“Difficile fare nomi ma ce ne sono stati tanti. Mi viene in mente qualcuno ma in senso opposto…”
Ci dica.
“Origi che è passato dalle vostre parti. Una leggenda del Liverpool, un calciatore meraviglioso. Divock fece gol importanti col Barcellona e nei derby contro l’Everton. Era perfetto per il calcio inglese ma in Italia ha fatto fatica. Poi c'è stato Dembele che ha fatto una bella carriera ma visto il suo talento ci si poteva aspettare di più. Lui era unico. Tutti i suoi compagni e tra questi anche quelli di nazionale dicevano sempre: 'Mousa è il miglior calciatore con il quale ho giocato'. Lui con gli attributi di Saelemaekers avrebbe potuto fare un altro tipo di carriera. Ma sono i destini della vita. Detto questo un calciatore è un uomo prima di tutto e nel calcio d’oggi ci sono gli entourage dei calciatori…che danneggiano tanti di loro che poi non ascoltano le persone che dovrebbero ascoltare. Sono circondate da individui che vorrebbero approfittare di loro come gli amici, gli agenti… ma non è il caso di Saelemaekers.”
Sarà titolare al Mondiale 2026?
“Non so se sarà titolare… ma da qualche mese ha preso un altra dimensione. Oggi influisce sul risultato finale di una partita.”
A suo papà Robert che, se non fosse stato per l'arbitro in Belgio-Brasile avrebbe portato i diavoli rossi in semifinale del Mondiale 2002, sarebbe piaciuto?
“A tutto volume! Alexis è un ragazzo dolcissimo e a tutti piacerebbe avere giocatori cosi. Lui si rende conto della fortuna che ha di essere calciatore ed è una persona felice. Questo si rispecchia in campo. Sono convinto che a papa’ (venuto a mancare nel 2019, ndr) sarebbe piaciuto.”