ESCLUSIVA MN - Pauluzzi (L'Équipe): "Maignan pilastro del Milan, importante il ruolo di Allegri. E sulle voci Juve e PSG..."
Campo, mercato, e prolungamenti di contratto attesi da tempo. Il Milan sta giocando diverse partite nella stessa stagione. Una delle notizie più importanti è il riavvicinamento con Mike Maignan: dopo settimane di stallo, le parti stanno sciogliendo le ultime riserve prima di prolungare il contratto del portiere francese. Per affrontare questo argomento, MilanNews.it ha intervistato in esclusiva Valentin Pauluzzi, collega de L'Équipe.
Si parla di un rinnovo che si concretizzerà a febbraio.
"Anche noi abbiamo queste informazioni, manca l'ultimo accordo sulle commissioni prima di definire tutto".
Cosa ne pensi di questo rinnovo?
"Una decisione giusta da parte del Milan. E' vero che Maignan ha avuto alti e bassi nelle ultime stagioni, ma sono sicuro che gli alti abbiano compensato i bassi. Negli ultimi due anni, Mike ha fatto tante partite importanti. Si tendeva sempre a vedere il bicchiere mezzo vuoto, ricordo gare in cui è stato decisivo. Ricordiamo che sul mercato, o nelle altre squadre, non ci sono portieri così validi. Lui è un pilastro di questo Milan, parliamo di un ragazzo carismatico. Anche da parte sua credo sia una scelta giusta, è una scelta di continuità. Con questo rinnovo può essere tranquillo anche in vista del Mondiale. Rabiot andò a giocare l'Europeo in scadenza, non sarebbe stata una bella situazione. Maignan si è messo bene, ha temporeggiato il giusto e adesso aspettiamo l'ufficialità".
Si è temporeggiato troppo prima di arrivare alla fumata bianca?
"L'errore è stato fatto in passato, il rinnovo doveva arrivare dopo la sua seconda stagione in rossonero, o durante la terza. Lì aveva acquisito già un certo status, oltre alla prestazioni in campo. Quando guardavo il monte ingaggi del Milan, ho sempre pensato che il suo stipendio fosse troppo basso rispetto alle sue qualità. Era una situazione che andava risolta, già qualche stagione fa. Non sono dentro le dinamiche, ma è un ragionamento che ho sempre fatto".
Perché c'è stato questo importante riavvicinamento tra le parti?
"Importantissimo il ruolo di Allegri. A parte poche eccezioni, è sempre stato bravo a rapportarsi con i calciatori chiave delle sue squadre. Quelli più forti e anche più ingombranti, in un certo senso. In pochi parlano male di Allegri, tra i suoi ex calciatori. Non è un caso. Maignan, inoltre, ha trovato stabilità a livello di preparatore di portieri. Nelle prime quattro stagioni ne ha cambiati tantissimi, a volte non cambiava l'allenatore ma il preparatore. Gli feci una domanda a riguardo su questo, lui sembrò quasi sollevato di parlare di questo argomento. Il rapporto tra il portiere e il suo preparatore è fondamentale, e probabilmente non ne aveva mai avuto uno bravo come Claudio Filippi. Probabilmente l'evoluzione di Maignan ha avuto una battuta d'arresto anche per questo motivo. Era lui, con le sue qualità, ma non riusciva a fare uno step successivo. Quello che ha compiuto negli ultimi mesi".
C'è stata qualche squadra che ha alzato il pressing su di lui negli ultimi mesi?
"Sono uscite molte voci tra autunno e inverno, voci che in Francia non hanno mai trovato conferma, come l'opzione Juventus. Il PSG l'ha tenuto d'occhio per il post Donnarumma, poi hanno preso Chevalier che sta facendo fatica".
Maignan può diventare una bandiera rossonera?
"Il Milan ha avuto grandi bandiere, c'è gente che ha giocato dieci stagioni in rossonero e non è considerato una bandiera. Il Milan è una squadra che nella sua gloriosa storia ha avuto tante leggende in tutti i ruoli, forse meno in quello del portiere. Dida ha avuto alti e bassi, Rossi è stato un buon portiere, poi Cudicini e Abbiati. Maignan tra qualche anno potrebbe essere considerato come il portiere più forte della storia del Milan, ma questo dovrà essere accompagnato da trofei. Difficilmente puoi pretendere di entrare nella Hall of Fame senza vincere almeno un trofeo internazionale. Questo è il peso di una storia come quella del Milan".