ESCLUSIVA MN - Nicolodi: "Krösche uno sveglio, ma non scommetto possa risolvere tutti i problemi del Milan. Glasner sarebbe un gran colpo"
Markus Krösche è uno dei nomi che il Milan starebbe monitorando per il ruolo di direttore tecnico (o sportivo) dopo il rifiuto di Ralf Rangnick. Oggi all'Eintracht Francoforte, il classe 1980 è un dirigente moderno, che unisce unisce dati, scouting tradizionale e valutazione caratteriale (CLICCA QUI per leggere il focus completo). E di questo profilo ne ha parlato in esclusiva ai microfoni di MilanNews.it uno che la Bundesliga la segue da molto vicino, ovvero il collega Pietro Nicolodi di Sky Sport.
Che tipo di dirigente è Krösche?
"È uno abbastanza sveglio. Viene dalla scuola di Lipsia, dove ha fatto un buon lavoro anche se lì erano in tanti a decidere. Viene dal sistema sostanzialmente. A Francoforte ha lavorato anche discretamente bene direi, nel senso che l'Eintracht ha un obiettivo solo: vendere i suoi giocatori a peso d'oro, e lo ha fatto in maniera straordinaria. È riuscito a vendere chiunque a cifre incredibili (ride, ndr). L'anno scorso la squadra non ha fatto neanche così male, ma indubbiamente si è indebolita rispetto l'anno prima, nel senso che il giochetto di vendere tutti e rimanere super competitivi a volte riesce, a volte no. Comunque ha un buon occhio nella capacità di andare a scovare buoni giocatori in giro".
Cosa ne pensa dell'interesse del Milan?
"Mi sembra strano, anche perché è piuttosto bloccato a livello contrattuale. Non so quanti soldi abbiano, ma ci vogliono tanti sold. Però vale tutto, basta che si tirano fuori i soldi".
Krösche è un allievo di Rangnick: può essere l'uomo giusto su cui puntare?
"Non lo so. In Italia valgono sempre parametri particolari. Se a Krösche gli dai 5 anni di tempo è un acquisto logico. Però devi dargli il tempo. Come andava dato il tempo a Rangnick la prima volta, ma si decise di restare con Pioli. Il Milan vince il campionato però poi sparisce per 4 anni. Con Rangnick non avresti vinto il campionato subito, sicuramente, però non saresti nella situazione nella quale ti ritrovi oggi dopo 5 anni. Purtroppo le società italiane non riescono a guardare a un progetto lungo, perché non possono neanche farlo. Perché dopo 3 giornate che sbagli la partita i giornali ti distruggono, i tifosi. La programmazione, da noi, è la cosa più difficile in assoluto. Su Krösche: molto bravo ma non scommetto che riesca a risolvere tutti i problemi".
Con Krösche parole d'ordine tempo e pazienza
"Si. Anche a Francoforte non è che sono partiti subito a 300 all'ora. Lui infatti è arrivato che già c'era una semi struttura, ma dal suo arrivo hanno difatti cambiato ogni anno qualcosa ma lì sono abitutati. Anche lì. l'Eintracht ha 50k tifosi a partita contro chiunque giochi, bastano che corrano i giocatori poi che si vinca o che si perda alla gente poco importa. Non c'è quella pressione devastante che c'è dalle nostre parti, che non aiuta".
Krösche in dirigenza e Glasner in panchina, che ne pensa?
"Bene, anche perché Glasner è molto bravo. È capace di costruire. L'Europa League con l'Eintracht è un miracolo non indifferente, un po' come l'FA Cup con il Palace. È bravo e fa giocare bene le sue squadre, sarebbe un gran colpo".
Tra Jaissle, Amorim e Glasner, chi prenderebbe?
"Vado con Glasner sicuramente. Amorim non mi dispiace, ma è reduce da un anno in una squadra impossibile (ride, ndr). Jaissle l'ho visto poco, ha allenato il Salisburgo, bene per carità, poi è andato a prendere i soldi in Arabia. Però posso dirti che è un tipo molto stiloso, un Nagelsmann minore, che arriva dalla scuola dell'Hoffenheim. Io, se si potesse, punterei su Glasner, ma bisognerebbe poi prendere i giocatori, perché gli allenatori non vincono da soli le partite".
Perché secondo lei Rangnick ha rifiutato il Milan?
"Non lo so. È il CT dell'Austria, deve giocare un Mondiale e secondo me la Federazione gli ha offerto anche un bel rinnovo. Ha i suoi anni e secondo me ripartire da capo non se l'è sentita. Ha avuto diversi momenti di particolare stress, ed allenare l'Austria è più tranquillo che lavorare oggi al Milan, anche perché ci sarebbe parecchio lavoro da fare. Poi comunque facendo il Mondiale, non è così facile giocare il Mondiale e fare la squadra".