ESCLUSIVA MN - Giustiniani (DAZN): "Progetto tecnico e societario è fallito. Ripartire da Ibra? Ma lui in piena rivoluzione se ne va al mondiale..."
Fonte: Niccolò Crespi
Si è espresso così Gabriele Giustiniani, noto giornalista e telecronista di DAZN, intervenuto in esclusiva per la redazione di MilanNews.it. Tra i tanti temi affrontati, il bilancio e lavoro di Massimiliano Allegri e soprattutto il futuro di un Milan in totale evoluzione. Ecco le sue considerazioni:
Esoneri e tanti licenziamenti
"Giusto così. Il progetto tecnico e societario è fallito. Credo che in una società si debba ripartire dalla chiarezza di ruoli e non mi sembra che al Milan questa ci sia stata. E occhio perché e’ vero che nessuno o quasi ha meritato la riconferma, ma bisogna anche capire quale è eventualmente l’alternativa. Ibra? Che in piena rivoluzione e caos va al mondiale? E’ lui quello da cui si riparte? Io credo che delle domande sia giusto porsele..".
Capitolo allenatore..
"Mi piace molto Iraola ma non penso sia un profilo da Milan. Non ancora almeno. Prima dell’allenatore si sceglie il direttore sportivo e di conseguenza in base al profilo si capisce che tipo di squadra si vuole costruire. E soprattutto queste figure che sono calcistiche devono essere autonome, non devono avere tutor dai piani più alti. A me piacerebbe vedere italiano. Conosce il campionato arriva in un momento dove è necessario riportare certezze ed entusiasmo e lui ha fatto questo prima alla Fiorentina e poi al Bologna. Ovunque è stato da quando ha iniziato ad allenare ha sempre alzato il livello. Poi in giro teoricamente c’è anche Conte.. e sarebbe un dejavu. Già una volta il Milan poteva prenderlo e non lo ha fatto perché non serviva un manager, non mi pare sia andata benissimo.".
E' stata però una stagione disastrosa
"Vero l'ho detto prima. Una mancanza di chiarezza delle figure. Ognuno che opera per conto suo. Squadra costruita male, poca comunicazione tra le parti. Giocatori senza voglia. Non in grado di sfruttare un patrimonio come Modric. Incapacità di proporre. Nessun miglioramento anzi involuzione. Allenatore che ha perso la gestione dello spogliatoio. Giocatori fuori ruolo. Tutto questo ha portato a qui".
Sulle responsabilità e colpe di Allegri?
"Ne ha. Certamente. Nella gestione dello spogliatoio e nella proposta di gioco. Nel non miglioramento dei giocatori. Nel non metterli nelle condizioni ideali per rendere. Però devo anche dire che il suo livello di aziendalismo e’ ammirabile perché dire dopo Cagliari che i ragazzi hanno fatto il massimo gli fa onore. Anche se non lo pensa. E fa capire che comunque lui nonostante fosse stato messo in difficoltà dall’interno e si potesse immaginare un futuro del genere, la baracca l’ha sempre protetta davanti alle telecamere e di questo gli va dato merito. Poi mio parere personale il calcio sta andando da un'altra parte e questo traguardo mancato è una macchia su una carriera comunque enorme e che se lo porta dentro. Secondo me resta nelle giuste condizioni uno straordinario gestore. E per questo aspetto importantissimo forse in una nazionale in questo momento storico nonostante tutto potrebbe essere un profilo interessante".