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ESCLUSIVA MN - Criscitiello: “Milan società modello, manca solo la ciliegina”

di Redazione MilanNews

Intervistato dalla redazione di MilanNews.it, il direttore di Tuttomercatoweb.com e conduttore televisivo di Sportitalia, Michele Criscitiello, ha commentato l’inizio di campionato del Milan e la campagna acquisti del club rossonero.

Cosa ne pensi di questo inizio di campionato?
“Prima di tutto vanno fatti i compimenti alla società, un club modello in Italia e all’estero. Già entrando a Milanello ti rendi conto della grande organizzazione di questa società. A livello di stampa, che poi è il nostro campo, ha 5-6 addetti che non hanno eguali. Il Milan è la regina anche in termini di comunicazione e fa invidia a chi è sul tetto d’Europa. Tornando al campionato, il Milan non deve temere la concorrenza dell’Inter. Sia per le motivazioni che per la grande qualità dei giocatori. Ibrahimovic e Robinho insieme possono fare grandi cose. Non tralascerei Pato, che con Ibra farà un gran numero di gol. Se ragioniamo un attimo, in una squadra ci sono 4-5 difensori, tre saranno attratti da Ibra che creerà gli spazi giusti per gli inserimenti di Pato. Il brasiliano quest’anno segnerà un numero considerevole di gol, perché godrà del gioco dello svedese. Invece Dinho dovrà sudarsi il posto. Se Robinho farà bene, la società si chiederà se rinnovare o meno il contratto a Roaldinho quando arriverà il momento, soprattutto alle cifre esose che chiede il numero 80. Il Milan a gennaio potrebbe anche vendere Dinho”.

Intervistato ieri da Sportitalia, Antonini è talmente motivato che fa venire la voglia di scendere in campo.
“Proprio per questo è stato il primo ad essere intervistato. La voglia che trasmette Antonini è invidiabile. E’ cresciuto tantissimo negli ultimi anni, arrivando alla consacrazione definitiva la passata stagione. Non è nato come fenomeno, ma con la caparbietà e la volontà è riuscito a conquistarsi anche la Nazionale. In Italia al momento non vedo terzini sinistri meglio di Antonini, a mio modo di vedere fa bene Allegri a puntarci su. Rabbrividivo quando in chiusura di mercato ho appreso che il Milan e la Juve potevano scambiarsi Grosso e Kaladze. Il terzino bianconero è in fase calante, non certo il rinforzo adatto per il Milan, soprattutto dopo quanto dimostrato da Antonini la passata stagione”.

Il Milan deve stare attento alla sfida di Cesena?
“Nonostante l’ultimo giorno di mercato il Cesena ha acquistato qualche giocatore, penso che sia una delle principali squadre indiziate per la retrocessione”.

Berlusconi sembra essere tornato in sella alla società…
“Sono uno di quelli che non ha mai criticato il presidente Berlusconi. Nel calcio c’è bisogno di maggiore riconoscenza. Anche se quest’anno Berlusconi non comprava Ibra e Robinho, non l’avrei mai criticato. Perché in 25 anni di brillante gestione, ci saranno sicuramente dei periodi in cui si investe di meno. Poi mi fa sorridere quando si dice che Berlusconi ha comprato Ibra e Robinho in vista delle elezioni. Ma al tifoso cosa importa? L’importante è che allo stadio ci si diverte con i fenomeni che il presidente ha messo a disposizione. Il tifoso deve fare il tifoso e non immischiarsi in questioni politiche. Una delle pagine più brutte della storia milanista è stata la contestazione in occasione della partita con la Juventus. Invece tornando alla società, penso che Braida dovrebbe avere più spazio. Dovrebbe stare sui campi per segnalare giocatori interessanti, ha le capacità per farlo e vanno sfruttate”.

L’Inter potrebbe puntare su Kakà?
“Il Milan si è divertito in passato, e lo sta facendo ancora oggi, rubando gli interisti. Lo ha fatto con Pirlo, Seedorf, Ronaldo, Ibrahimovic, e non escludo che tra qualche anno lo faccia pure con Balotelli. Moratti vuole fare la stessa cosa ma non è di certo Berlusconi, e l’Inter non è il Milan. In Italia l’unica società che può crescere è la Juve, ma per farlo deve cambiare il quadro dirigenziale”.
 


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