.

Vittoria fondamentale. Cardinale e le ultime dichiarazioni irricevibili

di Andrea Longoni

3 punti preziosissimi, di vitale importanza per la Champions League. Un pari avrebbe avuto conseguenze pesantissime su classifica e testa.
Prestazione che ha lasciato tanti dubbi nel primo tempo e nella gestione sul 3-1. Va detto che la partita l'ha riaperta un rigore molto simile a quello di Gimenez con la Fiorentina, sul quale scoppiò un caso clamoroso. Curioso, o forse no, che dei 3 gol fatti nessuno porti la firma di un attaccante.
A questo proposito, bocciatissimo anche quando parte dall'inizio Fullkrug, davvero in difficoltà.  Buono l'ingresso di Athekame, che con la sua elettricità ha cambiato la partita: può essere una risorsa interessante per il futuro, mentre Saelemarkers non attraversa un grande momento.

Nelle scorse ore sono rimbalzate le dichiarazioni, ancora una volta discutibili, di Gerry Cardinale al Financial Times. Ne emerge un quadro di un Proprietario che si sente incompreso, vittima e in qualche modo genio che potrebbe insegnare tanto al nostro calcio e non solo. La realtà è che ancora una volta risulta per niente convincente, anzi.

Primo punto.
"È frustrante. Perché quello che vorrei è il beneficio del dubbio: che la gente creda che sono affidabile, che tengo a questo club, a questa città e a questo Paese e che sono un buon custode. Quello che ho imparato in tre anni è che devo dimostrarlo". Il beneficio del dubbio all'inizio c'era anche, ma in tempo zero lo ha azzerato. Come può aver imparato soltanto ora che i fatti (che continuano a mancare) siano fondamentali?

Cardinale aggiunge poi sulle aspettative che i tifosi hanno riposto in lui: “Tutti mi guardano e danno per scontato che io sia il presidente, il nuovo Berlusconi. L’ultima cosa che farò è venire qui solo perché sono un uomo ricco e voglio fare il tifoso“. Ma, esattamente, che significa? Detto che per i tifosi l'accostamento con Berlusconi è da pelle d'oca, Cardinale si dimentica anche la sua sciagurata dichiarazione di un anno e mezzo fa, quando disse che nel calcio voleva essere un Berlusconi 2.0. In quell'occasione aggiunse: "Il mio messaggio alla tifoseria sembra non funzionare. Quindi ora dico che non darò più alcun messaggio fino a quando non vinceremo". Le ultime parole famose.

E ancora...
“Mi piacerebbe arrivare al punto in cui, se avrò costruito abbastanza credibilità, potrò andare a Roma, sedermi con Meloni o con chiunque altro e dire: guardate, costruiamo un piano per rilanciare la Serie A. Facciamo della Serie A una delle più grandi esportazioni dell’Italia”.
Sembra che viva sulla luna. Vuole rilanciare la Serie A, quando il biglietto da visita che ha presentato è quello di aver ridimensionato il Milan.
Cardinale prende il Club da Campione d'Italia: da quel momento non si è mai nemmeno avvicinato a vincere un altro Campionato. E' stato garanzia di successo, ma degli altri che si dividono gli scudetti. Ma come può arrivare a dichiarare una cosa del genere?

E perché lo fa sempre e solo alla stampa estera, che del Milan conosce poco e solo a distanza? E perché non ha mai tenuto una conferenza stampa in Italia? Male, male, malissimo.


Altre notizie
PUBBLICITÀ