Tre giorni di batticuore tra ragione ed emozione: è tempo di mietitura
E’ tempo di mietitura! Dopo aver usato il vomere, nello scorso autunno, un lavoro più duro del previsto, dopo avere ben seminato nella stagione fredda, il Milan poteva mietere il grano già ai primi di aprile, ma una grandinata ed un forte tagliavento hanno impedito ai rossoneri di mettere il grano nella cascina di Milanello. Tornano 35 giorni dopo ancora nella ridente Toscana, ma questa volta nessuna perturbazione deve impedire ad Allegri ed ai suoi Ragazzi di raccogliere i tre punti dorati, che regalino loro la possibilità di bussare alla porta dell’Europa. Ha ragione il tecnico livornese che, con la sua consueta saggezza, dopo il pareggio di domenica scorsa, ha ricordato che tutti avrebbero firmato, nei mesi freddi di temperatura e di classifica, di essere a più due sulla quarta, prima dell’ultima partita di campionato. La concentrazione deve essere tenuta alta, la tensione non deve trasformarsi in eccessiva pressione, ma è indubbio che giocare contro una squadra già retrocessa facilita il compito del Milan e della Fiorentina, ma i rossoneri hanno quei due punti in più. Mi annoiano le congetture, la dietrologia, anzi mi indignano perché la rimonta del Milan è stata splendida, è stata straordinaria, è stata fantastica. Non accetto che questa impresa venga macchiata da punzecchiature ed illazioni. La difesa è la terza del campionato, il Milan ha la terza differenza reti, la squadra ha giocato un buon calcio con giocatori giovani, perdendo solo una volta in questo 2013 contro la Juventus. Ha avuto episodi arbitrali a favore, ha subito decisioni contrarie. Come da sempre, o da quasi sempre. E’ inutile infatti che faccia finta di aver dimenticato quella bandierina alzata, proprio a Siena, dal sig. Baglioni, che annulla la rete di Shevchenko. Volarono via così tre punti fondamentali per la conquista dello Scudetto 2005, andato poi alla Juventus. La ragione mi dice che il Milan non può fallire l’obiettivo perché ha stimoli più forti, ha gambe ancora rotanti, fiato ancora potente, cuore ancora robusto. Certo gli avversari entreranno in campo con il giusto orgoglio, ma, se i Ragazzi cominceranno il match subito al vertice della tensione, mettendo una forte pressione psicologica sui bianconeri, il compito diventerebbe certo non proibitivo. Se la Ragione parla così, la Emozione non ha queste certezze, perché il dio del calcio a volte si diverte a beffare i suoi figli, a creare ostacoli imprevisti e quindi pericolosi. Insomma, ancora tre giorni di apprensione, tre giorni di batticuore, poi domenica sera sapremo tutto. Sapremo insomma se il Milan ha superato una missione praticamente impossibile, più tremenda e pericolosa che camminare sul Burj Khalifa, la Torre del Califfo, il grattacielo più alto del mondo!