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Tre ex rossoneri e un emergente: i candidati e le riflessioni sulla panchina del Milan

di Stefano Peduzzi
Ci si rituffa in clima campionato dopo la cocente delusione di Barcellona. Poco tempo per leccarsi le ferite: il MIlan deve avere la forza mentale di ripartire. Qualche riflessione però su com'è' stata gestita e affrontata questa Champions andrà comunque fatta. Detto e ribadito che questo Milan non e'una squadra che in Europa può vincere, nella gestione Allegri nella massima competizione europea sono stati commessi diversi errori che hanno pesato sul rendimento della squadra. Davvero questo organico non era in grado di vincere un girone modesto che avrebbe consentito ad Ambrosini e compagni di evitare il Barcelona? E al Camp Nou non era forse il caso di giocare in maniera diversa dal solito per evitare di lasciare così tante occasioni a Messi e compagni? Tutte considerazioni che andranno fatte a mente fredda a fine anno, o forse anche prima. Perché le voci di un Allegri che potrebbe lasciare a fine anno per tentare una nuova avventura altrove sono fondate. Così come l'apprezzamento dei dirigenti rossoneri per il lavoro di Vincenzo Montella. Il tecnico della Fiorentina, alla seconda stagione da "prof", sta confermando le ottime cose viste a Catania, abbinando bel gioco agli ottimo risultati conquistati con una squadra non di altissimo livello. Credibili le piste che portano ai nomi di tre ex rossoneri: Marco Van Basten, Roberto Donadoni e anche Clarence Seedorf che potrebbe smettere a fine anno. Discorsi in questo momento prematuri. La palla ora passa al campo. A San Siro arriva un Palermo disperato con l'ennesimo cambio in panchina. Occhio a Beppe Sannino, tecnico preparato che in Lombardia ha fatto sempre bene con la gavetta nelle serie minori. Un impegno per i rossoneri da non prendere sottogamba. Ditemi la vostra su Twitter a @stepeduzzi. Stefano Peduzzi
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