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Tra calciomercato, psicodrammi, razzismo e polemiche, il Milan è atteso da 90 minuti di fuoco a Siena: in ballo la Champions League e la conferma di Allegri

di Fabrizio Tomasello

Qualche sera fa, al termine dell’ennesima partita di torneo della mia squadra di “calciotto” (in classica divisa a strisce verticali rossonere), terminata regolarmente in rissa, ho chiamato a raccolta i miei compagni negli spogliatoi e ho fatto loro un bel discorsetto: “A questo punto o ci diamo tutti una calmata prima di scendere in campo, oppure prenotiamo una bella terapia di gruppo perché così non si può andare avanti”.
Questa immagine si è prepotentemente materializzata davanti ai miei occhi domenica sera, quando al minuto 39 ho avuto la sventura di assistere allo psicodramma di Sulley Muntari, protagonista di una delle sceneggiate più assurde e nello stesso tempo ridicole della storia del calcio. Considerato che non è la prima volta che assistiamo a spettacoli del genere sul fronte milanista (qualcuno ha per caso dimenticato la tarantella messa in piedi da Kevin Constant a Marassi contro il Genoa?), c’è da supporre che Massimiliano Allegri si sia trovato costretto a fare lo stesso tipo di discorso ai suoi ragazzi al termine dello 0-0, bruttarello anziché no, rimediato contro la Roma.
Anche perché pare che dalle parti di Milanello sia già stato avvistato Pedro Almodovar con telecamere e truccatori per il remake al maschile di uno dei suoi più grandi successi, “Uomini sull’orlo di una crisi di nervi”.
Chiusa la doverosa premessa dedicata all’aspetto tecnico più rilevante di Milan-Roma (e questo riesce a dare la dimensione della pochezza tecnica del match) e archiviati i 97’’ (dico 97 secondi) di stop contro i buu razzisti dei tifosi giallorossi e la polemica tra Galliani e Mencucci riguardo il logo della Champions esibito sulle nuove maglie color oro, proviamo ad analizzare cos’altro ci ha raccontato la partita, nel bene e nel male.
Partiamo dagli aspetti negativi: la squadra è stanca, di testa più che di gamba, e riuscire a giocare in queste condizioni, perdipiù con l’assillo del risultato a tutti i costi può diventare complicato. Soprattutto se continua a mancare l’unica vera luce in mezzo al campo, quel Riccardo Montolivo diventato ormai indispensabile, più prezioso di una borraccia d’acqua nel deserto. Stephen El Shaarawy invece conferma il suo momento negativo, con la differenza che fino a qualche partita fa tentava la giocata anche se puntualmente la sbagliava. Adesso invece sembra impaurito e non la tenta nemmeno più. Urge anche qui una bella chiacchierata con uno bravo per riuscire a sbloccare il talento più cristallino che abbiamo visto quest’anno in rossonero. Ancora: è pronta una puntata speciale di “Chi l’ha visto” dedicata a Kevin Prince Boateng. Va bene la Satta, va bene il grande impegno contro il razzismo, va bene la sovraesposizione, ma qualcuno ci faccia capire che fine ha fatto il Boa, perché la controfigura bionda vista zompettare placidamente sul prato di San Siro contro la Roma non ci piace per niente. E per concludere, è evidente che tutto il circo mediatico messo in piedi prima di tutto da Silvio Berlusconi, riguardo la conferma o il licenziamento di Massimiliano Allegri, non sta certo regalando quiete e serenità alla squadra. Ed anche questo è sotto gli occhi di tutti.
Poi però ci sono gli aspetti positivi: la difesa sembra aver registrato gli ultimi dettagli e la coppia di centrali formata da Mexes e Zapata (ormai certo il riscatto del colombiano dal Villareal), pare aver trovato la formula giusta per coesistere. I due si aiutano, si assistono, si coprono e regalano alla squadra, grazie anche al sapiente apporto di Christian Abbiati alle loro spalle, una tranquillità invidiabile. Davanti c’è sempre Balotelli, magari non brillantissimo contro la Roma, ma sempre in grado di scompaginare le difese avversarie. E soprattutto occhio alla classifica: il Milan è ancora al terzo posto, due punti dietro c’è la Fiorentina, ma ormai manca una sola giornata ed entrambe le squadre sono attese da trasferte su campi di compagini retrocesse. La Viola sbarcherà a Pescara, mentre i ragazzi di Allegri faranno rotta su Siena, dove affronteranno una squadra che domenica ha dato filo da torcere fino alla fine al Napoli di Cavani. Non dimentichiamo però che se i rossoneri non hanno brillato negli scontri diretti, hanno invece sempre dimostrato una netta superiorità contro le squadre sulla carta più deboli e questo ci lascia ben sperare per la partita del “Franchi”.
Al termine della quale si potrà finalmente sciogliere la prognosi sulla questione-allenatore. Allegri resta o va via? Il borsino delle ultime ore, altalenante come il fixing  di Wall Street, tende al sereno. Il lavoro di mediazioni di Adriano Galliani sta producendo i suoi frutti e, complice anche l’insediamento pressoché scontato di Mazzarri sulla panchina della Roma, Max sembra essersi convinto che rimanere al Milan sia la soluzione migliore. Naturalmente con il terzo posto in banca e soprattutto con qualche acquisto di peso per presentarsi ai blocchi di partenza la prossima stagione, senza l’handicap di quest’anno. Tanti i nomi caldi sul taccuino del nostro AD: Ogbonna o Astori per la difesa, Strootman o Nainggolan per il centrocampo, qualche chicca a sorpresa tipo Adem Ljajić o il bolognese Taider e il gioco potrebbe davvero essere fatto.

A tutti i milanisti doc, rinnovo l’appuntamento con “Passione Rossonera”, il programma radiofonico dedicato ai tifosi del Milan, in onda ogni venerdì dalle 17.00 alle 18.00, sui 104.500 di Radio Radio, sul canale Sky 518 e in streaming sul sito www.radioradio.it

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