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Terzo posto bollente tra Fiorentina, arbitri, litigi e mercato

di Luca Serafini

Nessuno, in casa milanista, si è mai sentito in tasca il terzo posto. Anzi, dopo aver cullato persino l’ambizione del secondo, proprio dopo il 2-2 di Firenze si è un po’ rarefatta l’autostima e la sicurezza che la squadra aveva palesato per tutti i mesi della rincorsa. Lo hanno dimostrato il successivo pareggio con il Napoli, la sconfitta con la Juve, le fatiche contro il Torino e la Roma. La stanchezza si è mescolata sulla smarrita diritta via, ed ecco rinviare la soluzione del giallo all’ultima giornata. Come mai la Fiorentina si agiti tanto, in uno scenario come questo, è difficile capire, ma una cosa è facilissima da interpretare: l’alibi degli arbitri è sempre troppo ghiotto, anche per una nuova generazione di tecnici come Montella, per potervi rinunciare. E questo è il principale, sacrosanto motivo per cui in realtà nessuno nel calcio vuole le tecnologie, ormai l’unico sport sul pianeta dove la segnatura di un punto (che è lo scopo del gioco) dipende esclusivamente dall’occhio umano. Si deve poter continuare a incolpare, ironizzare, alimentare sospetti su una classe, quella arbitrale, incapace di difendersi sul campo perché stressata e arrogante, e senza licenza di farlo fuori dal campo. La verità è che se l’allenatore del Milan, chiunque egli fosse, avesse avuto 11 punti di vantaggio in autunno e oggi fosse a -2, sarebbe sulla graticola. L’allenatore del Milan è Allegri, quello che da -11 è andato a +2 e che invece è oggi eccome sulla graticola, al posto del celebratissimo e (meritatamente) applauditissimo collega viola.
Così come troppo spesso rimane impunito negli stadi chi spara, chi offende, chi picchia, che distrugge, altrettanto il nostro calcio lascia impuniti presidente, dirigenti e allenatori che indicano il palazzo incolpandolo di giocare sporco, indicano gli arbitri perché condizionati da chissà quali complotti o cospirazioni, denunciano un anonimo baro al loro tavolo da saloon. Quindi Della Valle fa bene a continuare le sue crociate alla Bonolis: fino a che nessuno gli dice niente, perché dovrebbe fermarsi?
Il terzo posto sarà deciso sul campo in maniera pulita. Arrivarci, per la Fiorentina sarebbe un trionfo, per il Milan maciullato nell’estate del 2012 un successo impensabile e non pronosticabile. Eppure, i viola si stanno avvelenando da soli il clima festoso di una stagione memorabile, i rossoneri stanno manifestando tutte le debolezze ingannatrici delle loro personalità: troppe creste, troppi fenomeni, troppi illusi di essere arrivati. Per questo forse stanno illudendo di essere davvero da terzo posto, sottovalutando le pecche proprie di squadre meglio attrezzate come Roma e Inter. I malumori di Ambrosini e di qualche altro veterano reduce, hanno fondamenta profonde, fanno tornare alla mente Gattuso, Inzaghi e qualche altro illustre sfogo. 
Se oggi uno dei motivi che tengono distanti il futuro di Allegri dalla panchina del Milan fosse la sua richiesta di garanzie tecniche antecedenti il preliminare e di qualche cessione importante, questa volta saremmo schierati in toto al suo fianco.


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