Rinnovo Maignan: recupero prezioso. Le critiche al gioco di Allegri: alcune giuste, altre in malafede
Precedenza al mercato. Le ultimissime sul fronte rinnovi contrattuali di casa Milan confermano che le buone notizie sono ora confermate dallo stato dell’arte della trattativa con lo staff di Mike Maignan vicinissimo a firmare fino al 2031 addirittura per una cifra vicina ai 5,7 milioni netti l’anno. Segno che proprio l’arrivo di gente di calcio, Tare e Allegri, oltre che l’andamento della stagione, col nuovo clima instaurato a Milanello e dintorni, sono in grado di “rammendare” anche rapporti che sembravano compromessi definitivamente.
Quando diventerà ufficiale l’intesa, bisognerà ammettere che è stato fatto un ottimo lavoro al terzo piano di casa Milan. Mi riferisco all’ad Giorgio Furlani al quale non ho risparmiato critiche severe (caso Reijnders per citare il precedente clamoroso). Questo non significa che i colleghi che hanno dato per scontato il divorzio dal portiere francese abbiano preso una “storta”: raccoglievano dal suo staff le indicazioni e in materia di calcio-mercato non sempre le parti coinvolte raccontano la verità. Sempre a proposito di calcio-mercato non vorrei che si perdesse di vista l’esigenza dell’attuale rosa rossonera: un difensore, di maggiore livello rispetto a De Winter e Odogu, è indispensabile. Come sarebbe anche una convincente alternativa a Salelamekers rispetto all’attuale Athekame.
Sul conto dell’attuale Milan di Max Allegri continua a serpeggiare una narrazione tossica che ha una doppia provenienza. C’è quella propagandata dalla setta satanica dei “no Max” -sempre tre sono, “io, mamm’t e tu”- i quali vivono una guerra personale in nome e per conto di chi da un nuovo pulpito non può fare sfoggio di volgare pregiudizio, e quella legata invece alla pretesa di una migliore estetica calcistica. Nel primo caso aggiungo solo una noticina: quando si arriva al punto di pronosticare risultati sciagurati solo per vedere il nemico in difficoltà, si passa dalla professione… all’esoterismo.
Sulla migliore qualità del gioco, si può e si deve discutere e credo sia legittimo pretendere un tasso maggiore di geometrie senza però ignorare la cifra tecnica della rosa o in assoluto il rendimento. Se poi addirittura gli 11 o 12 gol realizzati con il primo tiro in porta, diventano una macchia, una colpa grave, allora si capisce l’origine della tesi. Con questo clima, è bene saperlo, il Milan e Allegri dovranno fare i conti fino alla conclusione del torneo. E immagino quale diventerebbe la vulgata nel caso in cui Max non riuscisse a centrare la zona Champions.
Risultato che al momento- col ritorno di Juve, Roma e Como alle spalle- non è così scontato. A coloro i quali continuano con la tiritera della partita secca a settimana va ricordato il calendario milanista di gennaio così da eliminare anche quest’altro luogo comune. Allegri deve solo sperare che Leao e Pulisic recuperino la piena salute e la mantengano nei prossimi mesi di febbraio e marzo quando torneranno gli scontri diretti e che non ci siano gravi defezioni in altri reparti dove la coperta è cortissima.