Ragione e sentimenti
I personali giudizi sulla querelle Ibra–Thiago non sono dettati soltanto dai sentimenti, ma anche dalla ragione che probabilmente mi permette di avere una visione più realistica della vicenda. A proposito di sentimenti: io, come molti rossoneri, ero sulle tribune di San Siro a sostenere con passione il Milan retrocesso in Serie B. Al contrario di molti che a quei tempi non erano ancora milanisti e neppure dirigenti. Quindi noi tifosi viscerali saremo sempre vicini al Milan. Nella buona e nella cattiva sorte. Detto questo nessuno disconosce i grandi meriti dell’attuale dirigenza che negli anni ci ha regalato prestigiosi successi , ma proprio questa grandeur rende il presente più difficile da accettare. Anche se, vista la crisi economica, la ragione fornisce una plausibile giustificazione. Ma se i massimi dirigenti, per imbonire la piazza in fermento, prima annunciano: “Restano al 100%!” Tenere Thiago è stata una scelta di sentimenti. Resta anche Ibra”. Poi ancora “Ha vinto il cuore non la ragione. Il presidente Berlusconi è un eroe.” E dulcis in fundo : “Può succedere di tutto ma non che Ibra e Thiago se ne vadano.” Due mesi dopo viene ufficializzata la loro cessione. E’ assolutamente normale che tra i tifosi ci sia stato un diffuso malcontento che ora sconfina nella rabbia. Forse più che illudere, con promesse non mantenute, era il caso di spiegare a chiare lettere che le esigenze di bilancio imponevano drastici tagli e dolorose rinunce.
Tutto è cominciato con Thiago Silva dato per partente e poi dopo numerose perorazioni -con Milan Channel che si era fatto promotore di una supplica indirizzata a Silvio Berlusconi titolata : “Presidente noi la preghiamo: lo tenga”-, nel momento in cui il Cavaliere ha accolto le istanze e confermato il brasiliano autorizzando un sostanzioso ritocco dell’ingaggio e il prolungamento del contratto, la torcida ha esultato. Galliani euforico ha sentenziato: “Il Milan i suoi big non li vende!!! Dopo che il Presidente vi ha fatto questo regalo riempite lo stadio!!!. Milan Channel, con un’ immagine a tutto schermo con l’effige di Thiago e la dicitura 2017. INSIEME! GRAZIE PRESIDENTE” ha interpretato pensiero di tutto il popolo rossonero. A ulteriore conferma della permanenza al Milan di Thiago e Ibra entrambi- insieme a Nocerino, Ambrosini e Boateng- campeggiavano come testimonial nel manifesto che reclamizzava la nuova campagna abbonamenti con lo slogan: SCATENA L’ORGOGLIO. Gli esponenti di spicco della società si erano esposti gratificando il brasiliano con una dichiarazione del tipo: “ Thiago capitan futuro ” mentre a Ibra, come riconoscimento, gli veniva assegnata la maglia numero 10.
E invece è prevalsa la ragion di stato. Zlatan e Thiago vanno al PSG in cambio di 62 milioni. Il ridimensionamento tecnico è dettato dall’esigenza di ridurre i costi di gestione e il passivo di bilancio. O forse dietro l’angolo c’è uno sceicco pronto a rilevare il club che ora non ha il bilancio in rosso. Ibra e Thiago, però, non hanno sostituti all’altezza. In circolazione non ci sono giocatori di pari valore. La loro cessione ha indebolito l’organico della squadra a prescindere da chi li sostituirà. Entrambi infatti sono due tra i migliori giocatori del mondo. Con lo svedese se ne va un goleador che in due stagioni ha segnato 56 gol. Col brasiliano il Milan, già orfano di Alessandro Nesta, dovrà ricostruire la difesa puntando sui giovani che, per quanto validi, rappresentano sempre e comunque un’incognita.
I problemi economici c’erano pure quando Berlusconi aveva dichiarato incidibile Thiago Silva. Nella decisione finale probabilmente hanno influito anche i motivi etici. Il presidente non se l’è sentita, in un momento economicamente delicato per il nostro Paese, di rifiutare un’offerta molto allettante, ma con la minore competitività caleranno i ricavi: meno abbonamenti, incassi allo stadio più modesti, sponsor non allettati a investire su un club che rischia di non qualificarsi per la Champions. Intanto dalla Svezia un primo segnale: è stato cancellato il ben retribuito match amichevole col Milan.