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Popolo milanista: devi esser fiero di Simon Kjaer. Ibra: se si opera, cambia tutto il mercato. Leao-Hauge: via al giusto prezzo

di Pietro Mazzara

Simon Kjaer avrebbe fatto volentieri a meno delle centinaia di celebrazioni che gli sono state fatte tra sabato e domenica. Ne avrebbe fatto a meno perché mai, in cuor suo, si sarebbe immaginato di dover salvare – letteralmente – la vita ad un compagno e ad un amico come Christian Eriksen. La sua prontezza di riflessi e lucidità d’azione sono state fondamentali in quegli istanti drammatici in cui il fantasista dell’Inter è crollato al suolo. Secondi che sono sembrati ore, i medici dello staff della Finlandia che correvano verso Eriksen, in quegli istanti, sembravano bradipi eppure stavano sprintando al massimo delle loro possibilità per implementare i soccorsi. Simon Kjaer è stato un Uomo vero, uno con due palle grosse così anche nella gestione del gruppo nei momenti in cui la palla della vita di Eriksen è passata nelle mani dei dottori. Il cerchio umano fatto dai giocatori danesi a proteggere i soccorsi dagli occhi delle telecamere (sbagliato dare colpa alle regie, che in quel momento stavano facendo – purtroppo per loro – mera cronaca) e nel tranquillizzare la moglie di Christian. Un Capitano vero (le maiuscole non sono refusi), che testimoniano lo spessore umano di un ragazzo che a Milanello ha trovato la sua definitiva consacrazione come calciatore, ma che fino a un anno e mezzo fa veniva visto come il male. Kjaer ha dato una dimostrazione di tante cose ed è giusto che i tifosi del Milan possano vantarsi di avere un uomo del genere nella propria squadra. Chapeau Simon, meriteresti la fascia anche in rossonero, ma l’altra grandezza di Kjaer è quella di non voler passare per eroe. Ha fatto quello che si doveva fare e con grande tempismo, come quando anticipa gli attaccanti avversari, ma se lo conosciamo un po’, si sarà protetto dalle luci della ribalta.

Da uno scandinavo all’altro. Da Kjaer a Ibrahimovic, il passo è relativamente breve. Ibra è alle prese con la cura conservativa del ginocchio sinistro, ma i segnali non sono ottimali. Se tra 10 giorni i nuovi esami non dovessero dare un quadro clinico soddisfacente, allora si potrebbe anche pensare ad un cambio di strategia. L’operazione, di fatto, è una soluzione che entrerebbe in scena in maniera importante e questo cambierebbe anche le sorti delle strategie di mercato. Perché il solo Giroud, quando verrà chiuso, non potrà bastare e allora occhio a potenziali ritorni di fiamma su giocatori accostati, nei mesi scorsi, ai rossoneri. Da Belotti a Scamacca, c’è da fare molta attenzione a quello che potrà succedere.

In più, ci sarà da operare in uscita, con due giovani che non sono incedibili. Rafael Leao e Jens Petter Hauge, infatti, sono elementi della rosa di Pioli che, davanti alle giuste offerte, potrebbero esser ceduti. Certo, qualora partissero entrambi, il Milan dovrebbe prendere anche un’altra ala sinistra da mettere nello stesso slot di Rebic, ma con qualche soldino in più, si potrebbe operare con più incisività sul mercato. La dirigenza vuole rinforzare la rosa e non indebolirla, ma vuole delle risposte per non rimanere inchiodata a fasi di stallo. Calhanoglu, insomma, dovrà dire sì o no a breve mentre De Paul lancia segnali di voler andare via da Udine.  Senza dimenticare Junior Firpo, che sarebbe una grandissima alternativa a Theo Hernandez in difesa.


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