Per far spazio a Balotelli ecco chi sacrificherei tra Pato e Robinho. E per il centrocampo, perché non David Beckham?
Adesso le idee sono più chiare. Si continua a parlare di Mario Balotelli, giocatore intrigante, certamente forte ma io mi auguro che il match contro lo Zenith sia stato utile in chiave mercato per la ricerca di rinforzi, però in altri ruoli. Non in difesa dove nonostante i 20 gol in 21 partite, le fasce mi sembrano ben coperte da Abate, De Sciglio, Constant ed Antonini. Poche squadre possono vantare un pacchetto di quattro giocatori esterni di eccellente caratura come quello rossonero. Un potenziale campione come Mattia, un nazionale dal sicuro rendimento come Abate e due difensori di sinistra affidabili come appunto il guineano e Luca, vecchio cuore rossonero. Al centro mi auguro che Mexes abbia convinto anche i più scettici della sua forza, Yepes garantisce un rendimento elevato, Bonera è diventato il punto di riferimento per la sua duttilità ed intelligenza, Zapata e Acerbi hanno dimostrato contro i russi che possono essere importanti pedine nel corso della stagione. Non vivo sulla luna. E’ chiaro che Tassotti, Costacurta, Filippo Galli, Baresi, Maldini, Nesta e Thiago Silva venivano dall’empireo platonico rispetto ai difensori della rosa attuale ma, se vengono però confrontati con i componenti delle altre difese della serie A, il reparto difensivo milanista regge il paragone anche perché il panorama attuale non presenta alcun Campione di classe pura e cristallina.
Non in attacco, dove gioca il capocannoniere della serie A Stephan El Shaarawy. Insieme a lui Pazzini, che piaccia o non piaccia, uno dei cinque/sei più forti ed esperti attaccanti centrali italiani, Bojan, che si esalta negli spazi, non come punta troppo vicina all’area. Siamo ai due punti dolenti, Pato e Robinho. Se veramente arrivasse Balotelli, io sacrificherei non Robinho ma piuttosto cederei Pato in prestito per sei mesi. Il giovane brasiliano deve ritrovarsi, riacquistare fiducia e staccarsi da Milano potrebbe essergli di fondamentale aiuto. Mi auguro che il Presidente Berlusconi invece abbia convinto “Tre Passi nel Delirio” a continuare a credere nel progetto Milan. L’ex capitano della nazionale brasiliana è uno dei rari giocatori che saltano l’uomo, è dotato di classe pura e può sempre regalare spettacolo. Queste le prime sensazioni quando penso a Robinho. Ad altri magari verranno in mente i gol sbagliati Rispetto ovviamente le opinioni di coloro che vedono mezza vuota la bottiglia di champagne perché di petillant champagne si tratta, e non di acqua.
I dirigenti rossoneri devono invece lavorare per riuscire nel difficilissimo compito di trovare un centrocampista di qualità. Oggi Montolivo è l’unico giocatore che possa regalare gli sprazzi di classe utili per gli attaccanti. Ambrosini, sempre eccellente nel periodo, de Jong, Emanuelson e lo stesso Boateng hanno altre caratteristiche. Quando, come contro lo Zenith, il Milan deve rinunciare al suo “Ciak si gira”, la manovra negli ultimi venti metri perde di imprevedibilità e diventa scontata, facile da controllare per difese ben organizzate. Ripeto, è una impresa complicata, ma ad Adriano Galliani e Ariedo Braida non manca la fantasia. Se posso permettermi un suggerimento, in caso di assenza sul mercato di veri giocatori da Milan, io un nome lo voglio proporre per i prossimi sei mesi. Perché libero e in gran forma, fresco del titolo di campione MLS. Sì, io ho ancora nostalgia di un grande giocatore, di un grande professionista, di un grande uomo: David Beckham.