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Modric-Milan: ecco le condizioni per rimanere. Allegri totem. Attacco da rifare

di Pietro Mazzara

Luka Modric e il Milan, un matrimonio che dovrebbe continuare anche per il prossimo anno ma al verificarsi di determinate condizioni. Non sono clausole scritte nel contratto, ma situazioni che si dovranno verificare per non indurre il campione croato – anche ieri tra i migliori in campo – ad attivare la clausola a suo favore per allungare ancora di un anno la sua permanenza al Milan. Si parte dalla prima, che è quella più imminente: il Milan dovrà giocare la Champions League e per farlo dovrà incamerare sette punti nelle prossime cinque giornate. Ma prima la squadra arriverà all’obiettivo stagionale e prima questa casella verrà spuntata.

La seconda, in ordine sparso, è la permanenza di Massimiliano Allegri alla guida del Milan. Modric e Max hanno un legame speciale, un feeling naturale che è scattato tra i due fin dal primo giorno di lavoro insieme e che si è via via consolidato nel corso delle settimane. Ieri Allegri (ma anche Igli Tare) hanno usato parole più rassicuranti verso una sua permanenza al Milan anche il prossimo anno, ma la verità è che tutto verrà messo sul tavolo del confronto non appena ci sarà l’aritmetica certezza della qualificazione in Champions League. Un addio di Allegri – che ha tutto lo spogliatoio dalla sua parte come ci ha raccontato Gabbia la scorsa settimana – andrebbe e generare un effetto domino importante e negativo per tutto il Milan. E i messaggi pubblici dei giocatori degli ultimi giorni non sono banali.

La terza ed ultima condizione per evitare che Modric metta in dubbio il rinnovo è che ci siano serie rassicurazioni sul miglioramento qualitativo della rosa. Perché sono talmente evidenti e lampanti le lacune di quella attuale che non si potrà non intervenire in maniera massiccia in estate, secondo i dettami dell’allenatore che ha il diritto di incidere sul calciomercato, perché poi la squadra la deve allenare e gestire lui. Ecco perché una linea chiara e condivisa, senza ribaltamenti o situazioni per accontentare questo o quello, dovrà essere ben stabilita, in accordo con il direttore sportivo.

Quanto descritto è la conferma ulteriore di quanto Allegri sia un totem assoluto per il mondo milanista, che senza di lui si troverebbe in posizioni di classifica più simili a quelle dello scorso anno. Il valore del lavoro svolto da Max e dal suo staff non è in discussione, specialmente in rapporto alla qualità dei calciatori che sta allenando. Poi tutti vogliamo qualcosa di più, di diverso e anche Rabiot lo ha detto nell’intervsita post gara di ieri pomeriggio a Dazn. E per farlo, si torna al calciomercato e al reparto offensivo.

Ieri Allegri, per la disperazione, stava per togliere Gimenez e per mettere Füllkrug perché il messicano non aveva fatto nulla di quello che gli era stato richiesto. Ma anche Pulisic sta continuando il suo momento tremendamente negativo, con ben quindici partite a secco, seconda peggior streak della carriera dopo le sedici della stagione 2022-23 con il Chelsea. Il reparto offensivo andrà rifatto, perché Nkunku è un’anima in pena che vaga per il campo senza incidere, Füllkrug ha fatto un gol solo mentre Leao è un discorso a parte. Rafa è quello che è stato maggiormente penalizzato dal 3-5-2, ha subito diversi problemi fisici che lo hanno limitato e, nonostante, tutto ha inciso in dodici gol di campionato, tra i 9 realizzati e i tre assist vincenti forniti. Se anche lui sarà oggetto della rivoluzione che l’attacco milanista dovrà subire, lo scopriremo.


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