Le “allegrate” Athekame e Fofana. Il futuro nelle mani dei medici. Due Milan? Non conviene a Furlani
Dopo il passo indietro dell’Olimpico con la Roma, c’era bisogno del passo in avanti col Bologna per recuperare un clima di maggiore fiducia e per restare nella scia dell’Inter da un lato e tenere a distanza di sicurezza sia la Roma che il Como, due rivali della corsa Champions. Sul conto della prova di martedì sera vorrei segnalare un paio di riflessioni che danno conto del miglioramento in atto da parte di alcuni esponenti della rosa e della gestione più psicologica che tecnica dello stesso Allegri.
Comincerei da Athekame. Quando lunedì mattina in conferenza stampa abbiamo chiesto al tecnico lumi sulla sostituzione di Saelemaekers, la sua risposta è stata la seguente: “Giocherà uno tra Loftus Cheek e Athekame”. Molti di noi, presenti a Milanello, abbiamo cominciato a pensare: guai in vista. E invece, proprio da Athekame a destra, e dalla sua produttività è arrivato un bel segnale di crescita del rendimento. Segno che lavorando tutti i giorni sul campo e vedendo da vicino i progressi, la fiducia di Allegri è stata ben riposta. Seconda riflessione: ho visto Pavlovic al rientro dopo essere rimasto fuori ben oltre lo smaltimento della ferita al sopracciglio e ho capito che averlo lasciato fuori per qualche partita in più dopo Firenze è servito non solo a farlo guarire ma a dargli la spinta per cancellare la preoccupazione (“altrimenti qui perdo il posto”) rappresentata dall’ottima prova di De Winter.
Infine segnalo il caso Fofana: il francese è finito “sotto un treno” come si dice psicologicamente dopo quell’errore a porta vuota contro il Genoa. Ha dovuto addirittura cancellare i social per gli insulti ricevuti. Il ragazzo ha un carattere molto fragile e allora Allegri per proteggerlo lo ha tenuto fuori fino a Bologna così da permettergli di ricaricare le batterie. Fofana ha fatto forse una delle migliori partite della stagione. Spero che prima o poi riesca anche a fare gol per completare il riscatto.
FONDAMENTALE- Da oggi in avanti è fondamentale un aspetto squisitamente medico per il Milan. Grazie ai 10 giorni che dividono il gruppo dal Pisa e poi dal Como a seguire mercoledì 18 febbraio, è indispensabile che medici, preparatori e fisioterapisti riescano a far guarire Leao, Pulisic e Fullkrug, i quali finora hanno giocato ben al di sotto del loro rendimento per gli acciacchi diversi patiti. Solo così il Milan potrà attraversare senza danni anche il mese di febbraio che è pieno di trappole.
APPELLO A FURLANI- Ho da dare un consiglio non richiesto all’ad Giorgio Furlani. Ed è il seguente: per il bene suo, del suo lavoro e del Milan innanzitutto che -come ripete Allegri- “sta sopra tutti”, sarà utile fare in modo che la narrazione secondo cui esistono ancora due Milan, uno che governa e guida dagli uffici di casa Milan e la parte sportiva con Allegri e Tare di stanza a Milanello, venga superata. È emersa ancora una volta a proposito dell’affare Mateta. Tutti i grandi club storici hanno sempre avuto qualcuno col volante in mano ma senza escludere i collaboratori più stretti dalle scelte più importanti. E ancora: è augurabile che qualche addetto alla comunicazione faccia presente al capo azienda che se le notizie in esclusiva escono solo e soltanto su un determinato media, poi dagli altri media di sicuro non riceverà elogi ma soltanto pizzicotti sulla guancia.