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L'anticipo di Galli - Maignan e il contratto

di Filippo Galli

Mike Peterson Maignan è nato nel luglio del 1995 a Cayenne il capoluogo della Guyana francese, un Paese nel nord-est del Sud America confinante a Ovest con il Suriname, una terra che ai nostalgici rossoneri ricorderà le origini di uno dei giocatori più amati negli anni ‘80: Ruud Gullit.

Quando la sua famiglia si trasferisce in Francia, Mike è ancora un bambino. Il suo percorso calcistico, in un club professionistico,inizia nelle giovanili del PSG a partire dal 2009. Sette stagioni con il club della capitale francese che, nel frattempo, nel 2011, diventa proprietà del Qatar Investment Authority, il fondo sovrano dello Stato del Qatar. Un fondo che investe in tutto il mondo e in settori diversificati i proventi che derivano dalla produzione e vendita di gas naturale e petrolio. Il Presidente-manager è Nasser Al-Khelaifiche noi milanisti ricordiamo per l’affaire Donnarumma.

Nel 2016 dunque Maignan passa al Lille difendendo la porta della squadra del nord della Francia fino al 2021, anno in cui contribuisce alla vittoria della Ligue1 da parte dei “Le dogues” ( imastini), il 4° nella storia del club. Nella stessa estate Mike viene acquistato dal Milan per una cifra intorno ai 15 milioni. 

Un buon portiere si diceva, non certo un fuoriclasse. Di lui però colpirono la capacità di guidare la linea difensiva, di saper coprire la profondità quando il baricentro della squadra era alto e, ciò che si richiede ad un portiere moderno, la predisposizione ad essere un regista difensivo: qualità nella scelta e nell’esecuzione tecnica.Gigi Ragno e Nelson Dida gli allenatori dei portieri dello staff di Pioli, su indicazioni del tecnico di Parma, dopo un profondo lavoro di scouting, segnalarono Mike alla coppia Maldini-Massara che trovò in poco tempo l’accordo per il suo trasferimento. 

Non era certo facile ricevere l’eredità di Donnarumma  esoprattutto adattarsi ad un nuovo campionato, non fosse altro per la lingua e contesto differenti.

Mike dimostra subito quanto la fiducia fosse ben riposta risultando uno dei protagonisti della conquista del 19° scudetto.

Nel campionato successivo (2022-’23) Maignan subisce un infortunio al polpaccio che lo tenne fuori da metà ottobre ai primi di marzo. Il suo rientro permise alla squadra di ritrovare sicurezza difensiva e soluzioni efficaci sia in fase di possesso che in fase difensiva.

A Maignan, ricordiamolo, si deve, in gran parte, anche il passaggio agli ottavi di Champions nella stagione 2023-’24 quando, a Newcastle, dopo un un primo tempo sofferto e finito con il vantaggio minimo dei Magpies, nella ripresa dopo il pareggio di Pulisic, Mike con una prodezza negava a Guimaraes il goal del KO, episodio che diede la spinta necessaria a ribaltare completamente il risultato e a darci una qualificazione che sembrava ormai sfuggita.

Nella scorsa stagione (2024-’25) il nostro nr.16 ha avuto una flessione nel rendimento tra febbraio e marzo con alcuni errori che ne avevano messo in discussione il suo valore.

Durante la sua permanenza al Milan i preparatori dei portieri erano Gigi Ragno, affiancato il primo anno da Dida poi da Flavio Roma e quindi da Tony Roberts, entrambi voluti dal Club. Con l’arrivo di Fonseca invece il preparatore è stato Antonio Ferreira. Conceicao portò con sé due preparatori: il croato Vedran Runje e il portoghese Diamantino Figueiredo. Oggi, senza nulla togliere a questi ultimi, Maignan può avvalersi nuovamente di un buon preparatore, a detta di tutti il migliore: Claudio Filippi. Un motivo in più per restare!

Ma torniamo alla sua valutazione. Fenomeno o portiere normale? Non mi piace dire che la verità stia nel mezzo e provo pertanto a collocarlo su un’ipotetica scala di valori suggeritami per gioco da un amico rossonero: - Fenomeno – Molto forte – Forte – Discreto – Normale – Scarso. Per me Maignan si posiziona nella categoria “Forte” tendente al “Molto forte”. Forse un giudizio fin troppo severo, “stretto di manica” dicevamo un tempo ai nostri professori quando ci aspettavamo un voto migliore ma lungi da me assurgere al ruolo di Prof!

In altre parole, dal mio punto di vista Mike Peterson è un portiere affidabile, conosce l’ambiente rossonero e le sue dinamiche ed ora, dopo 6 mesi, ha ben chiare le richieste sul campo di Mister Allegri. La sua conferma sarebbe un valore aggiunto per una squadra che verosimilmente sarà chiamata sul palcoscenico europeo.

A confermarlo sono i dati di Kama.Sport, l’Innovation partner della Serie A, in riferimento alla stagione in corso che mostrano come l’estremo difensore rossonero non solo abbia subito pochi goal ma ne eviti più di qualsiasi altro portiere secondo le metriche degli Expected Goals. Il suo rendimento è da portiere di livello europeo (Courtois, Ter Stegen, Allisson, Donnarumma).

Rispetto al capitolo infortuni se è vero che Maignan ha avuto in questi anni alcuni stop per problemi muscolari è anche vero che il suo tasso di disponibilità resti elevato e il rendimento dopo i rientri è sia stato sempre immediato.

Il contratto a Maignan va dunque rinnovato su questo non ho alcun dubbio. Continua però a non piacermi e a non convincermi fino in fondo la narrazione diffusa secondo cui il Club sia il lupo cattivo e il giocatore in questione la pecorella vittima di chi sa quali alchimie strategiche della Società. 

Per Mike può essere legittimo pensare che questa proprietà non abbia come priorità il risultato sportivo e pertanto decidere di lasciare Milano. 

Al contrario, se non fossimo in presenza di questi dubbi o se questi dubbi fossero ormai fugati, se non altro per l’impegno profuso da Max Allegri e dal suo staff per convincerlo a restare e per il progetto di cui il tecnico e Tare si sono fatti garanti, io credo che una soluzione si possa e si debba trovare.

Credo sia dovere del Club andare incontro alle richieste di Maignan ma sia anche dovere di Maignan rinunciare a qualcosa pur di vestire i colori rossoneri. Insomma un punto d’incontro si può e si deve trovare.

Non voglio scomodare il “banalometro” (lo strumento che misura la banalità di un’affermazione) ma, se è vero che Mike ha già assaporato la gioia di vincere uno scudetto con il Milan, ancora non sa cosa significhi vincere in campo europeo con questi colori.

Mi aggrego così a gran parte del popolo rossonero auspicando che il nuovo anno ci porti anche il rinnovo del “Maestro di Lille”.

Buon 2026 a tutti i cuori rossoneri!


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