Il Milan c'è, ma Allegri deve cambiare alcune cose. Maignan, Rabiot e la strada dei campioni
Il Milan è lì, con scenari importanti ancora potenzialmente realizzabili. E questa è la notizia migliore della stagione rossonera. La vittoria di Como ha rappresentato uno snodo cruciale: senza i 3 punti l'Inter sarebbe scappata e i rossoneri sarebbero finiti nel mischione per un posto in Champions League. Obiettivo che non è raggiunto, ma meglio affrontarlo con qualche punto in più rispetto alle concorrenti. Visti anche i risultati di ieri, una vittoria stasera contro il Lecce sarebbe altrettanto importante. Non serve aggiungere altro. La squadra di Allegri è chiamata a invertire la rotta una volta per tutte contro le piccole.
Il solito dibattito su giochisti e risultatisti, che ha animato le scorse ore, sinceramente ha stancato. Ormai è una guerra tra fazioni. Serve analizzare le partite per quello che sono. Il primo tempo del Milan giovedì è stato inaccettabile: la strategia del tecnico di attendere è stata esagerata, con una squadra troppo passiva in balia degli avversari. Dopodiché, riuscire a svoltare una gara del genere è sicuramente una qualità: chiuderla e vincerla, ancora di più. Allegri quest'anno ha ribaltato il Milan con un lavoro straordinario. La classifica in questo senso è una sentenza. Credo però che l'eccessivo attendismo sia rischioso, e che questa squadra abbia bisogno di sviluppare un gioco migliore. Perché senza di questo, non sempre riesci a vincere le partite. Serve anche una fase difensiva decisamente migliore. Troppe, e ripetute nelle ultime partite, le occasioni concesse agli avversari: questo non è da squadra di Allegri. Per arrivare fino in fondo deve migliorare questi aspetti.
Dopodiché, se hai i campioni in squadra, tutto è più facile. Non era difficile da capire: con un allenatore vero e qualche giocatore forte in squadra, si ottengono soddisfazioni. Non si trovano più parole per Maignan. Fenomeno assoluto tra i pali. A proposito di dibattiti, fanno ridere quelli che sostengono che il Milan sia fortunato perché il suo portiere fa delle paratone. Farlo è il mestiere del francese: lui lo fa meglio di altri, è un merito avere un giocatore del genere. Un altro campione è Rabiot: centrocampista totale. Sorprende, rispetto all'ultimo periodo bianconero, la maturità e la consapevolezza con cui scende in campo. E pensare che più di qualche milanista non lo voleva in estate: "E' bollito, non voglio ex juventini, ecc". La lite a Marsiglia con Rowe è stata, a conti fatti, una sliding door clamorosa per la stagione rossonera. La dirigenza deve proseguire su questa strada: giocatori forti, meglio ancora che campioni.