Il derby di Pervis, The Pelvis. Che campione, Shunka Wakan. André? Il Milan ha Comotto!
Vi racconto la storia di Jacques II de Chabannes de La Palice. Era maresciallo di Francia, morto da prigioniero dopo la battaglia di Pavia nel 1525. I suoi soldati misero questo epitaffio sulla sua tomba: “Qui giace il signore de La Palice. Se non fosse morto, farebbe ancora invidia”. Con il tempo però il verbo ferait, cioè “farebbe”, fu letto, in francese, con le due esse, vista la grafia simile, cioè “sarebbe”, mentre l’altra parola envie, che si traduce “invidia”, divenne en vie, cioè “in vita”. Insomma l’epitaffio si trasformò presto in parole ben differenti: “Se non fosse morto, sarebbe ancora in vita”. Da qui la famosa espressione “lapalissiano”, come affermazione evidente e ovvia.
Mi viene spontaneo citare monsieur de La Palice quando mi chiedono se, dopo il successo sull’Inter, il Milan abbia riaperto il campionato. Rispondo sereno che un distacco di 7 punti sia più foriero di speranze che essere a 10 punti o, peggio, a 13 punti, ipotesi possibile in caso di sconfitta. Chiaro che tanti accadimenti debbano succedere perché un finale storico e rivoluzionario, indimenticabile e spettacolare, possa permettere al Milan di conquistare la seconda stella. Sarebbe lo Scudetto più bello di sempre, vista la classifica e i pronostici tutti a favore di Inter e Napoli. Considerato poi lo scarso credito del quale ha sempre goduto la squadra di Allegri, messa fra le possibili candidate unicamente perché non impegnata in Europa.
È stato il derby di Massimiliano Allegri. È la stagione di Massimiliano Allegri. È il Milan sempre e solo di Massimiliano Allegri, dei suoi ragazzi, dei suoi collaboratori. È stato il derby di Pervis “The Pelvis” Estupiñán, che, con quella mossa di bacino, ha imitato il più famoso Elvis Presley, infilando l’incrocio dei pali di Sommer. È stato il derby di Fofana, che si sta ispirando al più celebre dei musageti del terzo millennio, l’indimenticato Manuel Rui Costa, servendo palloni che esalterebbero Apollo e la sua cetra. È il derby di Saelemaekers, idolo di tutti gli allenatori, che apprezzano la sua duttilità tattica, il suo spirito di sacrificio, la sua corsa e anche quel suo delizioso stop, da mostrare a tutti gli appassionati. È il derby di Rabiot, campione moderno, assoluto, libero di spaziare con il suo galoppo sfrenato ed entusiasmante. Non per nulla da ragazzino era chiamato Shunka Wakan, un’espressione della lingua dei Sioux che significa letteralmente “un uomo chiamato cavallo”. È stato il derby di Modrić e di Igli Tare, che lo ha fortemente voluto, incontrandolo di persona per convincerlo della sempiterna grandezza del nostro Milan.
C’è Modrić e poi tutto il resto del campionato. Un fuoriclasse berlusconiano di una categoria superiore, per mentalità, sapienza, reattività, intuizione, esperienza, classe. Qualità che annullano ogni limite anagrafico. Per giocare il prossimo anno in Europa, insieme a lui, c’è già la fila di tanti campioni, il primo fra tutti Casemiro, il grande centrocampista che chiuderà a giugno la sua esperienza al Manchester United. Sono sicuro che adeguerebbe le sue pretese economiche pur di stare un altro anno con “Luce” Luka. Già arrivano i messaggi dal quarto piano, che il campione brasiliano non appaia un acquisto possibile, ma mi auguro che sia Massimiliano Allegri, e solo lui, a gestire la campagna di rafforzamento. Belle le parole sulla massima fiducia trapelate dalla società, ma ora servono i fatti.
La cartina di tornasole è legata all’acquisto del brasiliano André, certamente non una priorità di mercato per lo staff tecnico. Solo un’opportunità di fine agosto, non dei primi di marzo con un esborso di circa 20 milioni. Dopo aver speso circa 10 milioni per l’altro giovane prospetto Cissé, ora purtroppo infortunato. Non sembra una scelta oculata partire da meno 30 milioni nella campagna 2026, quando Allegri ha già ben informato i vertici dirigenziali di quali siano le sue necessità tecniche.
Per quanto riguarda ancora André, il Milan ha la proprietà del cartellino di un giocatore del 2008 che sta stupendo per autorevolezza e personalità nel duro campionato di Serie B. Chiudere la strada a un giovane interessante come Christian Comotto, 7,5 la sua pagella nell’ultimo weekend, sembra andare contro la filosofia della proprietà, o di quella che ci avevano sempre raccontato. Sembra forse già pronto per essere la prima alternativa dei titolari, come, del resto, sarebbe André. Uno però è italiano e gratis.
Meglio non rovinare i bei giorni dopo la vittoria nel derby con queste tristezze. Gustiamoci il Milan di Allegri, che affronterà la Lazio, i tifosi della quale torneranno ad affollare le tribune dell’Olimpico dopo qualche partita, per poi continuare, per tutto il resto del campionato, a lasciare sola la squadra. Uno stimolo in più per il Milan, che vuole continuare a illudersi, che, si sa, è una sensazione dolcissima!