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Ib-Ro-Bo, il trio perfetto. Sanremo? La vera sinfonia è alla Scala del calcio. Allegri merita delle scuse

di Antonio Vitiello

Cos’era quella furia rossonera che si è abbattuta sull’Arsenal di Wenger? Come si può definire una squadra che gioca a memoria per novanta minuti, cancella gli avversari e sul 4-0 può recriminare di non aver arrotondato il risultato? Forse non ci sono definizioni per un Milan che ha giocato una delle partite più belle della sua storia. Rimarrà negli annali, perché oltre al risultato è il gioco ad aver sorpreso. La metamorfosi è avvenuta in una settimana, dalla capitolazione contro la Juve in Coppa Italia alla rimonta del Friuli per concludere con l’annientamento dell’Arsenal. La squadra di Allegri è riuscita ad esprimersi con grande semplicità, ha avuto una soglia di concentrazione altissima per tutta la gara, ha lottato su ogni singolo pallone senza mollare un centimetro agli avversari. Il volto scuro di Wenger sul 4-0 è il dipinto di una serata nera per gli inglesi, che per una volta tornano a casa con la coda tra le gambe.

Tutto è partito dallo straordinario gesto tecnico di Kevin Prince Boateng. Ha rotto lui il ghiaccio con un dardo infuocato che ha perforato Szczesny senza pietà. Tutta la rabbia nell’esultanza per essere tornato sul campo dopo un mese di calvario. Il ghanese quando segna realizza tutti gol splendidi, dalla magia contro il Barcellona alle tre meraviglie contro il Lecce. La terza marcatura in Champions di Boateng vale il vantaggio che spezza subito gli equilibri. Poi è salito in cattedra l’uomo più decisivo del Milan. Zlatan Ibrahimovic ha regalato due assist a Robinho che questa sera non ha sbagliato sottoporta e ha finalizzato dal dischetto il suo quinto gol stagionale (solo due in meno a Lionel Messi). Lo svedese continua a segnare e a produrre assist, un atleta perfetto che sposta gli equilibri. Ormai la Coppa orecchiuta non è più un’ossessione, e si vede perché in campo gioca con grande tranquillità. Non solo gol decisivi, ma anche assist, alla faccia di chi diceva che nelle gare importanti si nascondeva…

E’ la rivincita di Allegri e di chi lo ha criticato senza mezzi termini. L’allenatore toscano azzecca tutte le mosse, e fin dall’inizio sorprende tutti con l’inserimento di Kevin Prince Boateng dietro Robinho e Ibra, con Seedorf schierato come mezz’ala sinistra, e Robinho al posto di El Shaarawy. Allegri è stato criticato sia per le sue scelte che per non aver dato un’identità di gioco ai rossoneri, ieri sera si è visto quel Milan che a Novembre scorso ha scalato la classifica vincendo in scioltezza con tutti. Avere tutti gli effettivi a disposizione cambia le carte in tavola. Qualsiasi allenatore senza i sui migliori giocatori fa fatica. Il Milan è stato praticamente perfetto e di fronte non c’era il Modena ma l’Arsenal, una squadra in risalita in Premier League. La nostra eccessiva esterofilia ci porta sempre ad elogiare le formazioni inglesi, ma ieri si è visto uno spettacolo indimenticabile, e i giocatori che correvano come ragazzini avevano la maglia a strisce rossonere. Il Milan ha praticato un gioco perfetto, senza concedere nulla agli avversari per 70 minuti prima dell’unica paura del match con Van Persie. L’esultanza di Ibra dopo il 4-0 dimostra come questa squadra abbia ancora fame, ed ora che la Juve ha lasciato altri punti per strada, anche in campionato potrà tentare l’allungo. Sarà decisivo lo scontro diretto tra 10 giorni, a San Siro si deciderà il prossimo scudetto, ma questa volta il Milan non ci arriverà incerottato.


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