Fabregas è il colpo segreto, l'unico che può sostituire Pirlo
Dispiace, e molto, per Andrea Pirlo. L’uomo e l’atleta sono grandi, ma il Milan ha fatto altre scelte e lui di conseguenza. La società rossonera ha cambiato pelle dopo la cessione di Kakà, rinunciando all’antica abitudine di non mandare via i “figli della Patria”. Una linea che però era già stata tracciata con Filippo Galli e poi Demetrio Alberini fino al pentimento per Billy Costacurta. Sono scelte, scelte reciproche tra società e giocatore. Per quanto conosciamo Pirlo e il suo agente Tullio Tinti, sappiamo bene che l’aspetto economico è arrivato dopo la valutazione sull’impiego che Allegri ne (o non ne) avrebbe fatto in futuro, il gelo dei tifosi nei giorni delle feste, l’entusiasmo con cui la Juve ne ha fatto un mattone del suo progetto. Bisogna sempre ricordarsi che forse trovare campioni come Galli, Albertini, Kakà, Pirlo sarà sempre possibile, trovare uomini di pari spessore è difficile. E a questo il Milan è storicamente attento. Pirlo è stato ed è un grande, molti critici e tifosi lo hanno scaricato da tempo, i più eleganti dei quali limitandosi a dire che “non può più giocare con Seedorf”. Noi siamo tra quelli che quelli che sanno giocare a calcio meglio degli altri, anche se corrono meno, li faremmo giocare sempre. Ma lo scudetto lo ha vinto Massimiliano Allegri, non Luca Serafini.
Non è comunque pensabile che l’erede di Pirlo sarà Lazzari, giocatore di livello tecnico modesto per una squadra ambiziosa come il Milan. Allegri non sta commettendo l’errore che in passato si faceva aspettando “l’erede di”. La grande Juve degli anni ’80 perse anni preziosi cercando i nuovi Boniek e Platini, ora sta perdendo altro tempo a caccia del nuovo Nedved. Allegri sa che di Pirlo non ce n’è un altro e si fa diversamente: sarà Asamoah l’erede di Pirlo, Ambrosini o Van Bommel giocheranno davanti alla difesa, vedremo se il terzo centrocampista di destra sarà Gattuso o lo stesso Boateng o uno che gli somigli. Allegri cerca uno con le caratteristiche di Boateng, che possa giocare tra le linee difensiva e offensiva, a centrocampo in maniera meno anarchica e dietro le punte con maggiore qualità. Pastore e Hamsik sono piste e identikit credibili, ma nessuno ci toglie dalla testa che il colpo in canna del Milan sia Cesc Fabregas. L'unico che per caratteristiche, qualità e doti tecniche e umane, esperienza e carisma possa diventare in futuro quello che Pirlo (e Galli, e Albertini, e Kakà...) sono stati per il Milan.
A disturbare in questo momento la possibile trattativa, c’è un’ipotesi avanzata dai tabloid inglesi di Carlo Ancelotti candidato alla panchina dell’Arsenal. Per quello che ci riguarda, le incursioni nel “calciomercato”, terreno dove ognuno pensa agli affari suoi e ai suoi interessi anche quando saluta o si presenta, possono terminare qui.
Quello che è certo è che il Milan ha bisogno ancora di qualcosa per risalire in Europa le posizioni che con veemenza, merito e ottime intuizioni (sul mercato e tatticamente) ha riconquistato in Italia sino al 1° posto. Su questi temi, di Galliani e Allegri bisogna fidarsi. Sui reciproci sentimenti quando un’azienda ti lascia andare o tu non vuoi restare, è inutile interrogarsi: c’è più spazio in cassaforte che nel cuore delle persone.