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È tornato Cardinale ma il mercato del Milan non cambia. La guerra santa in Lega per la Champions

di Franco Ordine

È arrivato Gerry Cardinale, mancava da una vita nel quotidiano del Milan e di Milano, segno che aveva molto patito la contestazione della passata stagione che ha avuto se non altro il merito di aver corretto taluni errori fatali capaci di provocare l’ottavo posto oltre che la perdita secca dei soldi della Champions. È arrivato con la fresca notizia della sua trattiva giunta in stadio molto avanzato con un nuovo fondo - Manulife Comvest - e ha incontrato, per la prima volta Allegri e la squadra radunata a Milanello, oltre ai dirigenti di vertice del club a casa Milan, accompagnato nell’occasione da Furlani.

L’indirizzo della comunicazione rossonera è il seguente: l’arrivo di Cardinale equivale è nel segno della stabilità del club in questo momento di grande importanza per i risultati del team. Due messaggi si possono cogliere tra le righe: 1) il cambio di creditore, da Elliott a Manulife Comvest- si spiega probabilmente con la possibilità concessa dal nuovo fondo di allungare la data della restituzione del vender loan (circa 600 milioni) fissata con Elliott nel 2028. Prima di passare da Milano, Cardinale si è fermato a Londra per partecipare alla presentazione del progetto che riguarda la possibilità di creare in Italia una sezione della NBA americana. Al di là dei progetti di natura finanziaria quello che interessa i tifosi del Milan attiene ai programmi per il presente e per il futuro.

Cambierà qualcosa sul mercato da qui ai prossimi giorni? La risposta ascoltata sull’argomento è una sola: no. Un po’ perché il Milan, rispettando i parametri interni previsti da Furlani, non ha cifre da spendere e un po’ perché -come dice Allegri- “se dobbiamo prendere uno tanto per prendere è meglio restare come stiamo”. Le esigenze sono note da tempo. Con Fullkrug è stata colmata la prima lacuna, quella del centravanti con una spesa molto modesta. Manca all’appello la seconda casella ancora vuota: quella di un difensore affidabile, capace di giocare sia da braccetto che da perno centrale del reparto, al posto di Gabbia per capirsi insomma. Lasciare quella casella vacante significherebbe sottoporre la stagione, nella fase decisiva, a un grave rischio.

Perché adesso il campionato è giunto nel tratto decisivo. Il Milan affronterà tra Roma, Bologna e Pisa tre trasferte di seguito (per via della chiusura di San Siro) e poi dovrà recuperare la sfida domestica col Como in una delle due finestre della Champions league di febbraio. Oltre al difensore servirebbe recuperare alla migliore salute sia Leao che Pulisic, entrambi finora dal ridotto rendimento per acciacchi fisici sopportati con cristiana rassegnazione. 

Basta dare un’occhiata distratta alle parole di Gasperini prima dell’Europa league (“noi siamo distratti dalla sfida col Milan”) per capire l’attenzione e la pressione esercitate dai prossimi appuntamenti con un paio di concorrenti come Roma e Bologna. E che la lotta per entrare nelle prime quattro sia diventata una guerra senza quartiere lo dimostra la “frattura” che si è verificata in Lega serie A dinanzi alla richiesta di ADL di cambiare in corsa le regole per il calcio-mercato.

Inter, Juventus Milan e Roma hanno fatto mancare il loro sostegno alla richiesta napoletana. Date alla mano, la vicenda ha pagato anche un clamoroso ritardo. Ecco le date: il 12 dicembre l’assemblea della Lega serie A affronta l’argomento e promette di preparare alcune osservazioni (pro Napoli) da spedire alla federcalcio; il 15 e il 16 dicembre sono statedagli uffici preparate le osservazioni; il 18 dicembre il documento è stato spedito al consiglio federale mentre tutta la Lega Serie A partiva per l’Arabia sede della supercoppa d’Arabia; il 19 dicembre, giorno della riunione del consiglio federale, il presidente Gravina chiedeva di discuterne in data successiva per studiare il documento. Di qui la richiesta, dopo il voto della Lega serie A (1 voto contrario, Milan, 3 astenuti Inter, Juve e Roma), di avere dai quattro club una lettera di manleva nel caso di eventuali ricorsi contro la decisione del consiglio federale, favorevole all’eventuale cambio di regole sul calcio mercato.


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