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Dovevate aspettare Parigi per capire? Caos arbitri: l’importante è proteggere i club… Ai rossoneri mancano il coraggio e la materia prima

di Luca Serafini

Quella semifinale di Parigi appena 48 ore dopo Milan-Juventus non poteva che diventare un tormentone, un ritornello di scherno per il nostro calcio. Da una parte pochezza tecnica, di inventiva, coraggio e spregiudicatezza, dall’altra assalti pirotecnici come in pedana con la sciabola. Prendiamo atto, anche se non dovevamo aspettare questo confronto tra PSG e Bayern per sapere quanto lontani siamo da club e Nazionali di altri Paesi più ricchi, evoluti, corretti, lungimiranti.

Ognuno ha le sue piccole magagne e i suoi difetti, ma la reiterata miseria morale e strutturale del nostro pallone italiano è l’unica eccellenza immutabile e inimitabile, che non può ovviamente renderci orgogliosi. Nel frattempo si mettano d’accordo esteti e pragmatici, perché - udite udite - martedì sera qualcuno, dopo il 5-4 della più incredibile semifinale di Champions a Parigi, ha detto o scritto: “Eh, vabbè, ma le difese…”. Non ci si crede.

Nel mezzo, la buriana arbitri scopre un pentolone in cui da anni cuocevano faide, diatribe, lotte di potere e di quartiere, difesa e assalto all’orticello. Un’altra onta in faccia a noi che vedremo i Mondiali da casa per la terza volta, pagando l’abbonamento.  Mentre insorge il mondo politico, social e mediatico per preservare i coinvolgimenti di questo club piuttosto dell’altro, strillando ai quattro venti che “Nessun dirigente è indagato”, opposto delle gogne abituali e forse nemmeno questa è un’evoluzione, le Procure si scambiano i fascicoli in cerca del nulla cosmico. La bolla è destinata a scoppiare al primo refolo di vento. Si accettano scommesse, in senso lato… Tutti sapevano tutto, adesso parte la corsa ad essere estranei. 

Con la qualificazione alla prossima Champions tra i denti, si va verso la stagione del mercato. Le scelte del club e del tecnico ci diranno in futuro se in questa stagione sono mancati più il coraggio o la materia prima: la risposta più ovvia è “entrambe”, sta a Tare e Allegri restituirci giocatori e gioco, la società li aiuti. Per favore. Lo spettacolo nello sport è la competizione, il punto massimo è vincerla.


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