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Conti in ordine e calciomercato col botto, tutti i dettagli sul mercato invernale rossonero. Galliani si conferma the King of the market

di Pietro Mazzara

Taglia di qui, cedi di la, prendi di su, afferra di giù ed ecco che i numeri, finalmente, quadrano. Domenica scorsa, dopo la partita con l’Atalanta, il City ha detto di no al Milan alla sua offerta da 20 milioni di euro per Balotelli e quando Galliani ha messo giù il telefono con l’amico Ferran Soriano, aveva il morale sotto i tacchi. Poi però Mario fa la mossa decisiva: si decurta l’ingaggio ed ecco che il City, nella mattinata di lunedì, accetta la proposta rossonera. Che ha dovuto far fronte anche all’inserimento vero e certificato della Juventus che quando ha saputo che il City poteva aprire al prestito, si è fiondata sul giocatore. Da Torino negano l’innegabile ma ci hanno provato davvero. Senza riuscirci.

Volendo fare un bilancio economico e non finanziario del mercato invernale del Milan, dobbiamo tener presente che il valore del cartellino di un giocatore cresciuto nella nostra Primavera è puramente indicativo se non teorico. Questo ci porta a fare considerazioni che si basano unicamente su un passaggio di denaro e non di comproprietà in quanto la valutazione di un giocatore può variare nel tempo. Ad esempio oggi Paloschi, che sta segnando a ripetizione nel Chievo, ha un valore. Se alla fine del campionato avesse segnato 20 gol, ne avrebbe ben altro. Questo per spiegare il motivo per il quale terremo conto dei movimenti di denaro più o meno cash a fronte delle disposizioni della Co.vi.soc che obbligavano il club a fare un mercato italiano esclusivamente per cassa o per aumento di capitale (possibile una sola volta per sessione di calciomercato). Iniziamo: il Milan ha ceduto Pato al Corinthians per 15 milioni che sono soldi veri che entrano nelle casse societarie. Balotelli, acquisito a titolo definitivo, per 20 milioni (secondo quanto trapelato). Questo significa che il Milan deve versare questi soldi al City in 5 rate ovvero 4 milioni di euro per esercizio di bilancio della società rossonera. Oltre a Super Mario abbiamo acquisito Salamon e Saponara, rispettivamente dal Brescia e dall’Empoli. Per il primo, l’esborso sarà di 3,5 milioni, sempre a rate. Questa operazione è stata possibile attraverso la cessione della compartecipazione di Paloschi al Chievo che ha girato l’equivalente economico al Brescia. Saponara, invece, seguendo quanto detto, sarebbe stato acquisito in compartecipazione usufruendo di uno specifico aumento di capitale per 4 milioni di euro. Senza dimenticare che Zaccardo è arrivato a vestire la maglia rossonera attraverso lo scambio di cartellini, con il Parma a cui sono andati Mesbah a titolo definitivo e Strasser in prestito.Inoltre, le casse del Milan hanno giovato delle operazioni di vendita a titolo definitivo di Ferdinando Coppola al Torino e delle metà di Bortoli al Novara e di Calvano all'Hellas Verona.

Quindi, il Milan quanto ha speso? Facendo la somma di tutte le operazioni e considerando la rate  con le quali il Milan andrà a pagare i cartellini dei giocatori, l’esborso totale si dovrebbe aggirare intorni ai 27,5 milioni di euro totali da pagare tra i 3 i 5 anni fiscali. In pratica, tenendo conto della dilazione massima, il Milan metterà a bilancio circa 5 milioni di euro all’anno alla voce debiti verso società terze per i costi dei cartellini. Nella peggiore delle ipotesi, l’esborso si aggirerebbe intorno ai 7 milioni.
Alla luce del rapporto sulla Football Money League di Deloitte, dove si evince un aumento complessivo degli introiti rispetto al 2011, si trova la conferma delle parole di Barbara Berlusconi quando afferma che l’operazione Balotelli è totalmente sostenibile all’interno del bilancio del Milan. A conclusione di come la politica dei giovani non significhi solo austerità.


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