Arbitri, Champions, il futuro di Allegri: basta con le spaccature! Adesso inizia il tormentone Modric...
Abbiamo alle spalle due settimane di fuoco, in cui si sono moltiplicati i veleni arbitrali che già imperversavano a tonnellate, è svanito il sogno scudetto del Milan, è evaporata la Champions dell'Inter. Probabilmente tra 7 e 10 punti di distacco sarebbe cambiato pochissimo al vertice, restando il tricolore fregio dei nerazzurri e basta, ma è un fatto che La Penna, Piccinini e i loro varisti hanno contribuito al disastro, picconando le residue speranze di tenere viva la lotta un po' più a lungo. Non mi esprimo più sulla questione: ribadisco che il caos regna solo nel nostro campionato, perché altrove - invece che ai protocolli - si affidano a regole e codici. L'intervento del VAR non è a discrezione nei campionati stranieri. Non va a fare le pulci a quello che l'arbitro decide in campo. Non è un microscopio umorale di fenomeni a caccia di protagonismo. In Italia, dove per di più vige la sottocultura del complotto, del sospetto, non esistono un metro comune, una logica, un senso compiuto. È tutto improvvisato, a seconda di come e dove tira il vento: il conto delle ammonizioni, delle espulsioni, delle decisioni (sbagliate) a causa dell'intervento del VAR (che non sarebbe dovuto intervenire) sul cammino del Milan incide in maniera pesante. Non è un alibi, è una constatazione. Lo scudetto andrà comunque dove deve andare.
Fa specie che gli errori contro Como e Parma siano arrivati dopo una presunta - in realtà mai avvenuta - telefonata del Milan all'AIA. Non è così comunque che deve andare: avere peso politico non significa alzare la voce, ma partecipare, avere un ruolo attivo, propositivo, a tutte le attività federali, di Lega e anche europee. Presenziare sarebbe già un primo passo importante...
Nelle due settimane alle spalle c'è stata anche l'eliminazione dell'Inter dalla Champions. Non credo onestamente che, anche proseguendo il cammino europeo, i nerazzurri avrebbero avuto contraccolpi, a questo punto: 10 lunghezze sono oggettivamente troppe e non mi pare che non giocare le coppe, fino ad oggi, sia stato un grande vantaggio per i rossoneri. Anzi. La priorità oggi è riportare in condizione gli attaccanti, a cominciare da Leao e Pulisic in attesa di Gimenez, e proseguire al meglio il cammino in difesa di un secondo posto prezioso per il prestigio dopo l'ottavo del 2025, per il ritorno in Champions e anche per le casse, perché il premio è più alto...
Ad agitare le acque arrivano voci sui malumori crescenti di Tare, sul futuro di Allegri, persino su Modric che (secondo me) un anno in Champions con la maglia del Milan se lo vorrà giocare volentieri, magari alternandosi con questo Jashari che mi sembra la migliore scoperta degli ultimi tempi. Fatto sta che ogni tanto non farebbe male una voce ufficiale della proprietà, quindi non quella del presidente, per chiarire le situazioni e fare un po' di chiarezza. Non è il momento delle spaccature, ma di compattare l'ambiente per il rush finale: questa sensibilità qualcuno dovrebbe averla.