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A Torino Leao si porta nel baratro la squadra. Emerse le differenze attuali con il Napoli. A gennaio non si potrà restare immobili sul mercato

di Pietro Mazzara

La sconfitta con il Torino è meritata, figlia di una prestazione fortemente insufficiente da parte della squadra, intesa in primis come collettivo, ma anche di alcuni singoli che non hanno dato risposte convincenti. Partendo dall’aspetto globale, il Milan è come se si sia sgretolato, evaporato dopo la seconda occasione fallita da Leao contro Milinkovic-Savic. In quell’istante, Rafa è andato sotto a livello mentale e la squadra è andata con lui. Pioli ha capito subito l’antifona e ha cercato di spronarlo, ma non sono arrivate risposte dal pianeta Leao e così il cambio all’intervallo del 17 è stato quasi una sorta di elettrochoc che non ha portato a nulla. L’elettroencefalogramma della squadra ha continuato a essere piatto fino alla fine tanto è vero che il gol di Messias è stato un episodio isolato. Tra l’altro era evidente la spinta del brasiliano su Buongiorno, ma Abisso non l’ha considerata tale da doverlo annullare. Se me lo convalidassero contro, probabilmente sarei prossimo alla scomunica.

La grande differenza tra il Milan e il Napoli è che la formazione di Spalletti riesce sempre ad azzannare le partite e a livello qualitativo ha una capacità realizzativa superiore al Milan. I rossoneri, in partite come quella di ieri, fanno una fatica tremenda negli ultimi 30 metri, quando ci arrivano, e se Leao non è in giornata (ieri la sua gara è durata minuti 5) sono dolori. Rebic e De Ketelaere non hanno dato niente alla squadra, con il croato che ha pascolato sulla fascia mentre il belga è stato stritolato dalla partita. La chiave di volta è la presenza o meno di Bennacer in questa squadra. A oggi è imprescindibile e non è perché Pobega ha fatto una brutta partita, ma perché ti è mancato – esattamente come a Verona – il cavatappi della fase difensiva avversaria. Si era detto “mai più senza” ed è tremendamente vero. Senza Isamel il Milan perde di qualità nell’apertura del gioco, nelle geometrie e nel ritmo d’impostazione.

Il mercato estivo, in questo momento, non sta dando l’apporto che ci si sarebbe aspettati. È lecito chiedersi se vedremo soprattutto Vranckx nelle prossime gare di campionato mentre in difesa sarebbe curioso e interessante vedere Thiaw dal primo minuto. Di sicuro c’è che anche ieri Tomori non ha fatto una bella partita e l’inglese sta passando una fase di down della sua permanenza al Milan.

E poi c’è il problema del portiere. Anche contro il Toro, Tatarusanu ha sulla coscienza le due segnature avversarie. Ma non è solo questo il quesito, perché il discorso si allarga all’idea di gioco che hanno i difensori del Milan, ovvero quella di avere alle spalle un portiere che non giochi piantato sulla linea di porta o quasi. Tata, sotto questo aspetto, è molto limitato e anche nella lettura di certi interventi sembra essere in ritardo e il due gol del Toro ne sono una fotografia molto nitida. In attesa del rientro di Maignan, forse già nel mercato invernale Maldini e Massara dovrebbero iniziare a prendere in considerazione la possibilità di inserire un secondo di un livello più alto, anticipando di sei mesi un tassello che è programmato per l’estate. Così come appare evidente che se ci saranno occasioni per la parte offensiva, specie la fascia destra, dovranno essere prese in considerazione. Perché questa volta a gennaio servirà intervenire numericamente e qualitativamente, sia in entrata sia in uscita.


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