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A Milanello la statua di Massimiliano Allegri a cavallo

di Carlo Pellegatti

Milanello, un lunedì mattina di marzo.

“Buongiorno, vorrei parlare con il Garden Designer!”

“Chi devo dire? Lei ha un appuntamento?” chiede un addetto alla sicurezza.

“Sì, certo. Sono lo scultore”, risponde.

“Prego, entri. È vero, ora che ricordo. Mi avevano preavvisato della sua visita.”

L’artista entra nel Centro di allenamento del Milan. Lo sta aspettando il responsabile dei giardini e del verde dell’impianto rossonero.

“Buongiorno. Entro subito nel merito della questione. Stiamo studiando un’ipotesi, oggi ancora in stato embrionale. Ma vorremmo essere pronti, nel caso nascessero le condizioni per trasformare un’idea in una bella realtà.”

“Mi dica. Sono curioso - interrompe l’artista - anche perché non capisco perché abbiate chiamato me!”

“Da New York ci hanno chiesto che, se l’allenatore riuscisse a compiere l’impresa di arrivare in Champions League da protagonista, magari con un bel finale di campionato, venga eretta, in un angolo di Milanello, una statua dedicata a Massimiliano Allegri, perché tutti possano ricordare la conquista di un traguardo non facile!”

“Sarei felicissimo che venga ricordato questo allenatore che ha già regalato due trofei al Milan e che, magari quest’anno, magari il prossimo, potrebbe entrare nella storia rossonera come il tecnico della Doppia Stella - dice, con un sospiro, l’ospite - . Sono milanista anch’io, ma leggo critiche sul gioco, sul risultatismo imperante, sul cortomusismo dilagante! Siete proprio sicuri che meriti addirittura una statua?”

“Caro signore, siamo reduci dalla stagione più brutta della storia del Milan, con episodi dentro e fuori dal campo che mai nemmeno hanno sfiorato un club così glorioso. Con una squadra che non sono sicuro sia più forte di quelle degli anni scorsi, anzi… Max è riuscito a compattare il gruppo, a isolarlo da tutti i fattori esterni, a posizionare il Milan subito nei primi posti, con tanti giocatori nuovi. È stato bravo a giocare con umiltà, che, si sa, è sinonimo di intelligenza. Non è mai caduto nella tentazione di isolare la difesa, lasciando praterie a centrocampo. Anzi, l’ha cementata con una protezione efficace dei cinque in mezzo. Nel mese di gennaio ha perso punti dall’Inter, è vero, ma giocando con una sola punta sana, Nkunku, con le altre in totale difficoltà sul piano fisico. Secondo la nostra proprietà, merita una statua a Milanello, se ovviamente il finale di campionato confermerà questo trend positivo.”

“Dopo le difficoltà in attacco, ora mi sembra che abbiamo i giocatori contati in difesa. Nel derby mancheranno Bartesaghi e Gabbia, forse assenti per qualche settimana!” esclama lo scultore.

“Beh, lei è un artista e posso azzardare questa metafora - prosegue il Garden Designer -: Allegri è come un architetto che sta edificando una casa. A gennaio bisognava dargli i materiali giusti e, soprattutto, accontentarlo nelle sue richieste. Aveva chiesto, in quella finestra di mercato, una finestra blindata in più per meglio difendersi dai malintenzionati.

Gli hanno risposto: “Mille euro per la finestra non ce ne sono!”.

Poi Max si vede arrivare un bellissimo vaso di fiori, originario di Sèvres, la città delle porcellane, dal costo elevatissimo. “Ma che cosa ce ne facciamo di un vaso, se ho chiesto una finestra blindata?!?” chiede il livornese ai suoi collaboratori.

Uno di questi lo interrompe: “Venite a vedere! Magari avremmo trovato un posto per sistemarlo, ma è tutto… crepato. Bisogna rimandarlo indietro!”.

Così è rimasto senza il vaso di fiori, ma soprattutto senza una finestra blindata, che sarebbe stata utile in questo momento di emergenza, con il solo giovane Odogu a disposizione in panchina. Senza dunque difensori esperti, come aveva chiesto. Come avrebbe potuto essere Disasi, non un campione, ma utile e affidabile.”

“Va bene, speriamo che per il futuro, quando il nostro architetto chiederà un quadro di Monet per le sue pareti, non ne prendano, come già successo, tre di impressionisti meno famosi, come un Sisley, un Caillebotte, un Morisot. La parete certamente si riempie, ma non è la stessa cosa e soprattutto… lui voleva Monet. Che l’accontentino, accidenti!!!” - dice, alzando la voce, lo scultore -. “Quando mi dà il via ai lavori?”

“Attendiamo qualche settimana e, mi raccomando - si congeda, sorridendo, il Garden Designer -, come per i grandi condottieri lo metta in sella a un cavallo… con il muso corto, mi raccomando!”


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