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Pietrella: "Quel gol nel preliminare convinse Maldini ad arpionarne il talento con un blitz. “Ciao, sono Paolo, vieni da noi?”. E Hauge firmò"

di Antonello Gioia

Francesco Pietrella, giornalista, si è così espresso su La Gazzetta dello Sport su Jens Pettere Hauge: "San Siro gli ha stravolto la vita e ne ha indirizzato il cammino. Oggi come sei anni fa, quando il biondino di Bodo stregò il Meazza e poi planò sul Duomo. I piani alti rossoneri l’avevano già notato settimane prima, ma quel gol nel preliminare convinse Maldini ad arpionarne il talento con un blitz. “Ciao, sono Paolo, vieni da noi?”. E Hauge firmò.

Oggi è tornato a San Siro e ha segnato di nuovo, stavolta all’Inter, in un piccolo derby personale contro la vecchia rivale. I gol in Champions sono sei. Uno in meno di Haaland. Gli stessi di Osimhen e Martinelli. Due al Tottenham, altrettanti ai nerazzurri, uno al Borussia Dortmund e un altro al Manchester City. Jens Petter Hauge è uno dei figli di Bodo. Uno che nel tempo libero, sopra il Circolo polare artico, va a pesca di trote e si rilassa. Dopo aver lasciato la casa madre ha girovagato un po’ per l’Europa e poi è tornato a segnare con la squadra della vita. Ha infilato un paio di reti in Serie A - tra cui una bella al Napoli -, vinto l’Europa League con l’Eintracht e giochicchiato col Gent senza brillare. Con la serata di San Siro è salito al terzo posto tra più dribblomani di tutta la Champions. Prima di lui Yamal e Vinicius, mostri sacri di quest’arte".


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