Passerini rivela: "Mateta non era convinto neanche di operarsi, e quindi bene ha fatto il Milan a tirarsi indietro"
Carlos Passerini, giornalista del Corriere della Sera, si è così espresso a MilanVibes su Mateta: "Alla fine è andata come doveva andare, nel senso che il Milan bene ha fatto a verificare le condizioni del giocatore per quello che risulta a me e questa è una vicenda che, posso dire di conoscere molto bene, il club non poteva permettersi di prendere un giocatore con quel tipo di problema perché non è un problema di poco conto. I rossoneri sono convinti che il giocatore debba assolutamente operarsi e farlo al più presto. Magari il Milan avrebbe potuto pensare anche di aspettare il giocatore, che si operasse, per poi magari inserirlo, però il giocatore non è convinto neanche di questa operazione al momento, non del tutto, e quindi bene ha fatto il Milan a tirarsi indietro. Io poi credo che le tempistiche fossero piuttosto discutibili, cioè questo tipo di verifica andava fatta non all’ultimo giorno di mercato, perché se stai cercando un attaccante e lo cerchi all’ultimo giorno di mercato con questo asterisco, vediamo se il ginocchio regge e poi dopo non hai un piano B. Poi la risposta di Tare è che era un acquisto per l’anno prossimo, sì è vero, però sarebbe arrivato adesso, invece non è arrivato l’attaccante perché questa operazione l’hai fatta all’ultimo giorno.
Secondo me diciamo discutibili sono le tempistiche, non la dinamica, cioè 35 milioni di euro sono un investimento significativo per il calcio italiano e quindi è doveroso fare un controllo accurato. Il controllo ha detto che il giocatore era a rischio, molto a rischio e quindi bene il Milan ha fatto a non procedere per come la vedo io. Poteva essere l’attaccante giusto, mettiamola così, nel senso che a me piace molto, piace piace, uso il presente perché non escludo che si possa riaprire questa se si opera il giocatore, altrimenti non se ne fa nulla, ma siccome io credo che si convincerà il giocatore a fare una artroscopia al menisco del ginocchio destro, allora magari chissà che in futuro, però è diverso, però è diverso, insomma un po’ prematuro".